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Lorenzo Minotti e Andrea Galassi: insieme dai tempi di Cesena - foto D. Fornari

Lorenzo Minotti e Andrea Galassi: insieme dai tempi di Cesena - foto D. Fornari

Da Cesena alla Nazionale: Minotti racconta la storia dei quattro jolly

Eder, Giaccherini, Candreva e Parolo hanno cominciato a diventare importanti con Lorenzo: "Io e Andrea avevamo scelto bene. Che orgoglio, ma mi mangio le mani...". E c'è anche un po' di Parma

Un po' di Parma è pure in Nazionale. Tralasciando Buffon, che prima di diventare Super Gigi era un ragazzone già forte che parava di tutto con la maglia crociata, del passato recente ci sono tre titolari. Tra quelli che hanno trasformato lo scetticismo in passione, almeno nella prima giornata, tre giocavano nel Parma tra il 2011 e il 2014: Antonio Candreva, Graziano Pellè e Marco Parolo. Candreva ha disputato 31 presenze con la maglia del Parma, 23  da titolare, 8 da subentrato e 5 panchine, segnando solo tre gol. Altro giocatore rispetto a quello visto adesso, più giovane e meno esperto, ovvio, meno capace di adattarsi all'interno del campo, più ala che centrocampista di mezzo, dove spesso lo schierava prima Marino. Con Colomba è diventato un esterno puro, a volte anche seconda punta, comunque più nel vivo dell'attacco. Dopo la lite con il tecnico, nella sfida contro l'Inter, in casa, vinta per 2-0, tutto era tornato a posto, con l'allenatore disposto a metterci una pietra sopra, a perdonare il ragazzo che stava già diventando grande. Ma niente, Antonio non è tornato a Parma e ha scelto altre vie, mantenendo un buon rapporto con Colomba. Eppure i tifosi non lo 'godevano' parecchio. Per via della sua anarchia tattica e della sua scarsa volontà nel decidere le partite, nonostante avesse tutto per farlo. Graziano Pellè invece è sbarcato a Parma nel 2011, ma la sua avventura è finita sei dopo, a gennaio, quando dopo 15 presenze e un solo gol, tantissime critiche e poche prestazioni decisive, è andato a Genova, sponda Samp, in B. E non è stato un rimpianto. Marco Parolo invece ha scritto pagine importanti. Perché nell'agosto 2012 arriva a Parma, ci rimane fino al 2014, anno dell'Europa League conquistata sul campo, revocata nei tribunali. 36 presenze il primo anno, 3 gol e qualche critica. COnsacrazione definitiva nel secondo, con la Nazionale di Prandelli guadagnata dopo una stagione esaltante, 8 gol e un Mondiale da comprimario. E pensare che questi campioni (tranne Pellè) come Eder e Giaccherini, hanno cominciato a Cesena a mettersi in mostra. Nella Cesena di Minotti e Galassi, attualmente componenti dell'Area tecnica del Parma.

MINOTTI RACCONTA - "Avevamo quattro giocatori che sono ora in Nazionale,  un allenatore, Giampaolo, che adesso è cercato dal Milan eppure siamo retrocessi con 22 punti e questo dimostra che non bastano i giocatori forti, serve una società che sia brava a gestire bene tutte le cose. Da una parte sono felicissimo, perché vuol dire che le scelte sono state giuste, ma dall'altra mi mangio le mani". Lorenzo Minotti quando vede la Nazionale Italiana di Conte si emoziona, è felice, soprattutto per i suoi ex ragazzi, arrivati al Cesena da semi sconosciuti. "Candreva, Parolo e Giaccherini sono arrivati con forza di volontà e sacrifici, hanno ottenuto il massimo. Noi avevamo capito che erano forti già allora, poi con la retrocessione del Cesena abbiamo cominciato a darli via perché erano richiesti dalle grandi squadre, ad esempio Giaccherini... . Lui è un prodotto del settore giovanile del Cesena, io sono arrivato in Lega Pro, lui aveva fatto poco o niente. Lo abbiamo portato in ritiro e dopo una settimana di allenamenti abbiamo detto che non doveva muoversi. Determinante per la vittoria del campionato di Lega Pro e Serie B e pure per la prima salvezza in A. Parolo lo conosceva bene Pierpaolo Bisoli a Foligno. Il Verona lo aveva preso in prestito dal Chievo, quell'anno era nel nostro girone di Lega Pro. Ci ha impressionato. Lo abbiamo preso dal Verona, ha fatto bene. Eder invece veniva da una stagione poco brillante a Brescia, ha portato il suo contributo e poi è andato a vincere un campionato di B con la Samp. Il migliore? Non c'è un migliore, erano bravi tutti. Candreva ad esempio tra Parma e Udine non aveva avuto una maturazione importante, da noi ha fatto bene. Da una parte siamo orgogliosi, mentre dall'altra ci mangiamo le mani per la retrocessione. Ultimi con 22 punti, nonostante tanti giocatori forti". 

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