Bruno e il Parma, patto d'acciaio: "Prima la salvezza, il tempo dirà dove andremo"

"D'Aversa? Fondamentale per me, ma lo è per tutto il gruppo"

Bruno Alves - foto Ansa

Dal nostro inviato
COLLECCHIO - Le cicatrici sul sopracciglio sinistro sono i segnali di mille battaglie: i segni della lotta Bruno Alves se li porta a ddosso, su un corpo che ascolta da sempre, oggi più che mai. Alla soglia dei 40, il bucaniere di Povoa de Varzim non molla e rilancia: "Sono molto contento - dice in conferenza stampa - il rinnovo è quello che volevo. A Parma mi sento come se fossi a casa, mi sono sempre trovato bene sin dall’inizio, adoro questa città e sono in sintonia con questa squadra. Sinceramente non mi aspettavo questi risultati. Conoscevo il club e la sua storia ma non sapevo bene cosa mi aspettasse. Io ho portato la mia esperienza e la volontà di poter crescere insieme giorno dopo giorno lavorando sodo".
 

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Recentemente un'altra leggenda portoghese come Nando Couto, difensore arcigno come Bruno, in un'intervista aveva dichiarato che Alves è pronto a giocare fino a quarant'anni: "In realtà ho già quasi 40 anni (ride ndo), quindi sono quasi arrivato. Ascolto il mio corpo e i segnali che mi manda, quello che mangio, come recupero partita dopo partita e allenamento dopo allenamento, l’importante è lavorare bene, giorno dopo giorno. Sono concentrato sul presente, non guardo a quello che può essere il futuro. Se è vero che D'Aversa mi ha allungato la carriera?  E’ stato molto importante in questi mesi, sotto tutti i punti di vista. Mi capisce come giocatore e conosce il modo che ho di giocare, sa quello che posso dare in campo. Sa come gioco, come mi muovo. Per me è fondamentale, cosi come per tutto il gruppo. La nostra ambizione è sempre la stessa, lavorare duro e raggiungere la salvezza. Sarà il tempo a dire dove arriveremo, ma la cosa importante è centrare l’obiettivo primario. I risultati che stiamo ottenendo possono aiutare a credere in noi stessi, ma nel calcio tutto può cambiare velocemente, bisogna avere la testa sulle spalle sempre e mantenere la compattezza con tutto l’ambiente. Uniti con squadra, tifosi e città. Solo così possiamo migliorare". Chiusura legata Kobe. "La notizia ha sconvolto tutti, è stato una leggenda non solo nel basket, ma nello sport in generale, lasciando a tutti la sua idea e la sua lezione. Questo ci insegna che dobbiamo vivere la vita giorno per giorno". 

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