Venerdì, 30 Luglio 2021
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Buffon torna a casa: "Parma, la mia isola felice: voglio riportare la squadra in Serie A"

Il portiere accolto da un bagno di folla incredibile: "Questa società ha fatto la storia"

Gigi Buffon - foto Davide Fornari

“Questa città è stata la mia isola felice. Sto studiando già i video di Maresca. Non voglio fare figuracce. Asprilla mi chiamava ogni giorno: “Devi andare a Parma, devi andare a Parma”

“Parma è l’unica scelta che mi può emozionare e dare energia. Se non provo coinvolgimento emotivo, posso anche ritirarmi, se lo trovo posso ancora essere un portiere forte forte. Non pensavo di poter tornare a Parma, ma ho detto al mio agente, Silvano Martina. “Se continuo è solo per Parma” “. Così Gigi Buffon parla dal cuore del campo, dove siede al fianco di Monica Bertini e Fabrizio Romano. Accompagnato dagli applausi dei tifosi, con una bandiera crociata in mano e la colonna sonora “Bella” di Jovanotti: “In un giorno dei primi di giugno, torno da Milano e mentre passo da Parma parte questa canzone, che ascoltavo sempre da ragazzo. Quando l’ho sentita ho pensato: “Secondo me Gigione la scelta è fatta”.

Parma è stata la mia isola felice – dice Buffon – . E’ stato il posto nel quale ho potuto dare sfogo ai miei eccessi. A 17, 18, 19 anni,  non riuscivo a domarmi. E’ stata l’isola felice, il sogno con il quale tutti volevano giocare e non sapevano resistere. Troppo bello e affascinante per poterle resistere. Sono stato qui solo due volte. Non ho visto la città, mi ha fatto piacere sapere che la squadra, anche se fosse retrocessa, sarebbe stata in buone mani. Poi Krause mi ha chiesto se tornassi. Gli ho risposto che la Serie B l’avevo già fatta. Ho detto no perché non si meritava l’illusione. Poi ho visto l’intervista di Maresca. Mi ha dato fastidio sentire il mister dire che era difficile far arrivare i giocatori. Parma è la sedicesima squadra in Europa in quanto a trofei. La storia ha un valore. Per sentire che i giocatori storcano il naso, sentire che hanno perplessità, ho sentito il bisogno di dare una mano a Parma, perché Parma a me mi ha dato una grande mano a essere quello che sono. 

Da questa stagione mi aspetto il fatto che ci sia da parte di tutti, dal presidente ai miei compagni, di mettere da parte la scorsa stagione. Ho visto sconforto, inevitabile. Devo cercare di dare una mano con la mia forza e la mia energia, di rinvigorire e di ritemprare tutto. Voglio partire in quanto a entusiasmo con le sacche piene. La Serie B è difficile, le prime dieci, quindici parite furono difficili. Antenne dritte, umili e poco spocchiosi. Ci sarà da faticare parecchio. 

Con Maresca ho parlato. Mi piace perché ha nelle corde l’evoluzione del calcio. Vuole impostare, fare filtranti, capire e costruire. Visto che ho tanto orgoglio, non mi piace fare brutte figure, mi sono portato avanti e guardo i video dei suoi allenamenti al City. 

In questi anni quando ho potuto ho mostrato affetto e riconoscenza a Parma. Ho continuato a sentire tanti amici, dentro di me è sempre stata presente. E’ inevitabile e secondo me bellissimo. Non avrei mai pensato che la vita mi proponesse questo tipo di scelta. Voglio tornare con loro in Serie A. E’ ancora il momento di battere il ferro”.

“Il primo giorno di Parma lo avrò impresso fino a 95 anni. Arrivai in anticipo e con i miei genitori venni a vedere lo stadio e nella mia testa di bimbo pensai se mai avrei avuto la possibilità di giocare in questo stadio, e dopo 4 anni arrivò. Il debutto? Avevo una gioia talmente grande di farmi conoscere dalla gente di Parma, che solo in parte mi aveva visto nel settore giovanile. Ma volevo dimostrare tanto ai tifosi e penso che quella sia stata la giornata più bella e importante della mia carriera. Questa città è stata la mia isola felice. Sto studiando già i video di Maresca. Non voglio fare figuracce. Asprilla mi chiamava ogni giorno: “Devi andare a Parma, devi andare a Parma”. Ho sentito Apolloni, Melli, Cannavaro, Hernan Crespo”.

“Sono convinto della scelta che ho fatto, insieme arriveremo all’obiettivo prefisso. Però ho bisogno, perché necessito del loro sostegno, perché un giocatore come me che è stato qui tanti anni, per poter rendere ancora di più e sentirsi a suo agio, deve sentire che tutti remiamo dalla stessa parte. Se accadrà quello, e me lo auguro, quest’anno potrà diventare una bellissima annata”.

Foto di Davide Fornari

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