C'è Grassi nel motore: incursioni e gol per ripredersi il Parma

In attesa della ripartenza, il centrocampista potrebbe essere l'uomo nuovo per la mediana di D'Aversa. Al Napoli andranno 5 milioni a fine stagione per il riscatto

Alberto Grassi - foto Ansa

Partiamo dal 22 dicembre: minuto 92’,  ultima palla giocabile. Il Brescia è a difesa del suo fortino, il vantaggio di Balotelli porta gli uomini di Corini – all’epoca allenatore delle rondinelle – a proteggere quelli che sarebbero tre punti d’oro. Kulusevski riceve sulla destra, sterza e con il sinistro mette una palla uncinata sulla quale si fionda Alberto Grassi da Lumezzane, in provincia di Brescia, cresciuto all’Atalanta, a Zingonia, nella scuola di talenti coltivati da Mino Favini. Lo stacco in terzo tempo è decisivo, l’incornata imperiosa e la gioia per il gol è di quelle che fanno venire il gusto di guardare una partita di calcio. Quattro mesi fa il sorriso di Alberto Grassi prometteva una ripartenza – seppur lenta – di uno dei giocatori più fragili della storia del calcio, ma dotati di un’intelligenza tattica che va sopra la media e che purtroppo il Parma non si è mai potuto godere in pieno.

E’ stato il punto più alto della storia crociata di Alberto Grassi. Una storia piena di aspettative cancellate da guai fisici senza fine. Un tunnel dal quale sembrava essere uscito proprio quel 22 dicembre, con un gol servito solo a smorzare il malumore. Ha infuso speranza però nel Parma che – se dovesse ricominciare a giocare a calcio – potrà contare su un nuovo centrocampista. Quel Grassi preso dal Napoli per un bel gruzzolo (prestito con obbligo di riscatto fissato a 5 milioni di euro) e messo nelle condizioni di poter e dover fare la differenza che purtroppo per guai fisici non ha mai fatto.

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La pausa forzata a causa del coronavirus da un lato gli ha fatto bene, dall’altro no. Atleticamente, i tre mesi di stop serviranno al centrocampista per rimettersi in sesto, mettersi alle spalle i guai fisici e riprendere con forza e decisione a calcare la scena in un reparto che vede nuovi alleati come Kurtic per dare battaglia a un campionato che non è certo finito (per quanto riguarda stimoli e motivazioni). Dal punto di vista mentale la pausa ci restituirà un Alberto più maturo, sicuramente segnato dal lutto del nonno Angelo che il coronavirus si è portato via. Tra Brescia e Bergamo, dove Grassi è cresciuto come uomo e calciatore, il solco è profondo ma il destino comune le ha avvicinate parecchio in questo periodo.

Un periodo che Grassi vorrebbe mettersi alle spalle per provare a rientrare ed essere decisivo, come  ci si aspetta da lui, come vorrebbero tutti. Grassi per primo. Partendo proprio da un’immagine, quella del 22 dicembre, quando si è arrampicato in cielo ed è atterrato con il pallone del pareggio. Un punto che è valso oro, un punto da cui ripartire.

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