Cagliari-Parma 1-0 | Pinilla su rigore, Europa lontana ora

Quarta sconfitta in sei partite, la seconda consecutiva in cui il Parma si trova a giocare in dieci per un tempo, nervosismo e un super Silvestri spingono i crociati a meno uno dal sesto posto

Il Parma di Sardegna frena ancora e incappa nella sconfitta numero quattro, in sei partite. L’Europa si allontana e il Verona, con Lazio e Torino, scavalcano i crociati in classifica. Non è servito a nulla il forcing di Amauri, Cassano, Biabiany e Schelotto, la trazione offensiva sopita nel primo tempo, sbatte contro Silvestri, all’esordio il migliore in campo, e viene cancellata da un Cagliari salvo e corto, che non chiude la partita e soffre in dieci. Guardia abbassata, primo tempo regalato e tutto in discussione. La sconfitta del Milan in chiave Europea è una nota positiva, da una spinta ai crociati che devono centrare l’obiettivo vittoria a tutti i costi. Il Cagliari non regala nulla a Donadoni, se non un bell’applauso ricambiato all’ingresso in campo, vuole giocarsela Pulga, con Ibraimi dietro Sau e Pinilla. C’è l’ex Dessena a centrocampo, ma il pericolo numero uno lo crea Eriksson, al 6’. In contropiede prende di infilata il lato destro e si scaglia contro Mirante da posizione defilata. Il portiere la devia sul palo.

IL MATCH – Con Amauri in panchina, il Parma si affida a Cassano, supportato da Biabiany e Palladino che spesso si scambia la posizione con FantAntonio, cercando di annullare i punti di riferimento alla difesa rossoblù. Marchionni non ce la fa, non è al meglio, lascia a Gargano il compito di tessere, con Acquah che cerca di distruggere tutto quello che creano i dirimpettai. Cassano libera il destro dopo nemmeno 10’, ma trova solo una deviazione di Astori che per poco non spiazza Silvestri. C’è bisogno di invertire la rotta, i rossoblù sono lucidi e attenti, compatti, si dividono il campo in maniera eccellente e in tutti i reparti sembrano essere in superiorità. Astori lavora con mestiere, Cassano cerca di inventare ma non sempre ce la fa e su punizione cerca la bomba disinnescata dal portierino sardo con un volo sul suo palo. Il vento annulla le giocate belle, ma non è di quello che il Parma ha bisogno. Soffre nell’arginare la fisicità di Pinilla, Lucarelli lo tiene per la maglia più volte, ma il cileno è scomodo e non si fa domare con facilità. Poi accanto a lui gioca uno rapido come Sau, un bel da fare per Felipe e il capitano crociato. Le cose belle le mostra solo FantAntonio, bravo a liberarsi dei difensori alla mezzora e a sparare verso Silvestri, di poco alto. E allora doccia fredda, gelata, al 33’, quando Pinilla trasforma il rigore del vantaggio per una gomitata di Lucarelli su Dessena. 1-0 che mette a sedere Donadoni, sconsolato in panchina. Spera in Cassano il tecnico, e il barese sfiora in due minuti due volte il gol.

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Solo lui si vede nel deserto del Sant’Elia, predica da solo e nessuno lo ascolta. Pare che il solo a porgere l’orecchio ai rimproveri di Donadoni e alla voce del profeta errante sia Gobbi. Il terzino sfiora il pari con un sinistro che viene respinto dalla schiena di Astori. Il Parma cambia atteggiamento, Acquah si butta in avanti e trova il colpo di testa, Silvestri dice no. I dettami tattici di Donadoni si fanno notare e qualcosa cambia. Più fluidità di manovra, più movimento e qualche trama ben edificata, con qualche sprazzo di bel gioco. La propensione offensiva porta Cassani in avanti, con Biabiany snocciola le azioni migliori. E su quest’asse si consuma un episodio chiave. Al 6’ la corsa del francese sta per premiare Felipe che, in uno scontro di gioco con Rossettini cade. Lamenta il rigore ma l’arbitro lascia correre e incalzato dal difensore del Cagliari, si alza  e gli rifila una manata in faccia. Rosso diretto. Donadoni manda Amauri in campo per Palladino, ordinando un 3-4-2, e Biabiany sfiora il pareggio con un tiro che accarezza l’incrocio. Poi Sau si vede smanacciare il suo tentativo da Mirante, con il Parma lungo che lascia spazi per il contropiede. Comprensibile, il Parma deve fare punti e cerca di stare il più possibile nell’area del cagliari, ma i sardi sono pericolosi e Cassani sventa un tentativo del numero 9 rossoblù. I crociati tentano il tutti per tutto, si sbilanciano in avanti, si affidano a Schelotto che rileva Gargano, ma non trovano il pari. Amauri si vede alzare il suo colpo di testa sulla traversa, un miracolo di Silvestri gli strozza l’ulro del gol, Biabiany manca il tep-in e il tempo passa inesorabile. E a nulla servono i cinque minuti di recupero  

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