Domenica, 26 Settembre 2021
Calcio

Danilo si presenta: "Parma, sei forte ma dobbiamo ancora diventare una squadra"

Il difensore 37enne è l'ultimo arrivato: "Ci sono tanti giovani forti, ma bisogna sapere che la Serie B non è la Serie A. Altro calcio, altro gioco. Lavorare con Buffon è un privilegio, toccherà a noi 'vecchi' dare una mano nel momento di difficoltà"

Dal nostro inviato
PARMA - Danilo è l'ultimo arrivato, il penultimo, diciamo così. Ma quando parli con lui hai la sensazione di avere a che fare con uno che a Parma c'è da un po'. Soprattutto quando parla da 'veterano', da giocatore che ha raggiunto le 37 primavere e ne ha viste diverse. "Sulla carta siamo una grande squadra, è la sensazione che ho avvertito anche io quando sono arrivato - dice il difensore durante la presentazione - ma la Serie B è diversa dalla A, bisogna saper soffrire, qui c'è un altro tipo di calcio. Siamo un buon gruppo, ma non siamo ancora una squadra. Abbiamo tanti stranieri, io ad esempio sono arrivato all'ultimo giorno, c'è qualche altro che come me si è aggregato tardi. Questo è un periodo di crescita che serve per dimostrare che la domenica possiamo lavorare da squadra. C'è un allenatore con idee importanti, innovativo, spero che da domenica possiamo continuare a fare il nostro percorso". 

Il suo, di percorso, a quanto pare è cominciato un po' di tempo fa. "La trattativa è durata poco, ma l'interesse per me il Parma lo aveva manifestato due mesi prima. Solo che - a detta del mio procuratore - bisognava dare precedenza alle uscire. Sono qui, in un club importante, che ha fatto la storia, l'ho scelto per questo. Poter giocare con Buffon è un privilegio. Io sono chiamato a portare l'esempio di allenarmi al massimo, quando arriva il momento difficile tocca a noi 'vecchi' dare una mano, riportare la calma e riportare il Parma in Serie A. Questo, leggevo l'altro giorno, è il campionato più equilibrato degli ultimi anni, ho visto qualche partita, ho visto tante squadre forti. Ma come dicevo prima, bisogna trovare l'equilibrio per essere una squadra. Vuol dire tanto vincere all'ultimo minuto contro il Benevento, perché la vittoria dà slancio. Siamo tanti stranieri, c'è qualcuno che ha bisogno di tempo per conoscere la lingua. Noi siamo qui per aiutarli. Dal punto di vista fisico, mi sento bene. La mia ultima partita è stata a maggio, non ho un problema di peso, mi sono allenato in Brasile, ma non è la stessa cosa. Devo parlare ancora con il mister, ma se ha bisogno devo farmi trovare pronto.

Sono qui per quello. Quando sono arrivato a Udine, ad esempio, c'era un gruppo di calciatori forti, come Zielinski, Allan, tutti giocatori di vent'anni, come a Parma. Giocatori che sono migliorati parecchio. In quegli anni mi sono divertito tanto, anche la partitella del giovedì era difficile. L'Udinese ha un modello importante. Una piazza tranquilla, anche qua c'è pazienza. Ci sono giocatori importanti, con grandi doti tecniche. Io sulla scia di Lucarelli? Ho tanto rispetto per lui, capitano storico. Così come per Alves. Continua a giocare, ha una carriera che parla da sola. Io sono un po' diverso da loro, ma darò il mio contributo". 

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