Sabato, 16 Ottobre 2021
Calcio

Parma, così non va: manca l'amalgama, ma quella non la compri

La squadra ha fatto un passo indietro nel gioco, nelle idee e nell'atteggiamento. La sconfitta di Terni però può insegnare qualcosa, a patto che si percepisca il pericolo

“Experience is the best teacher”. Lo diceva Oscar Wilde, parlando di vita nelle sue opere. Un concetto banale, forse, ma reale. Il messaggio di uno degli scrittori più letti e conosciuti al mondo, esponente del decadentismo, sarà arrivato anche in America, nell’Iowa. Il presidente del Parma, Kyle Krause l’avrà letto di sicuro. Ma - a proposito di decadentismo … - l’esperienza dell’anno passato non deve aver lasciato nulla al suo Parma, partito a razzo per vincere il campionato di Serie B e tornare in Serie A nel giro di 38 partite, ma al momento rimasto impantanato mentre si specchia nella (presunta) bellezza di una rosa che non è una ancora una squadra.

Un inizio balbettante confermata dalle prestazioni e dai numeri che dopo appena 450’ di torneo sottolineano una realtà dura. In 5 partite, 6 se si considera la Coppa Italia, il Parma ha incassato 10 gol, segnandone 10. Un equilibrio perfetto che però non è sinonimo di successo, per il momento, o di una mentalità vincente. La teoria è lontanissima anni luce da una pratica ‘sporca’, che racconta di una strada lastricata di trappole. Il campionato tremendo, indecifrabile e pieno di insidie della Serie B mette a dura prova i nervi di tutti. Ed è vero che bisogna avere pazienza, ma adesso che la vetta è lontana 8 punti, le cose cominciano ad assumere un altro significato. E domenica, al Tardini, arriva la capolista Pisa, una squadra che ai nastri di partenza è stata messa qualche griglia dietro al Parma. Ma la realtà dice altro, sempre per ora.

Dopo appena 5 giornate è cosa buona e giusta dire che ogni giudizio sembra affrettato. Ieri a Terni mancava gente come Schiattarella, Vazquez e Man - a proposito di alibi - . Niente giudizi, quindi, soprattutto all’alba di un progetto nuovo di zecca, e per uomini e per filosofia (a proposito di Oscar Wilde…). Ma non è affatto presto per dire che qualcosa non sta funzionando bene. Lo sa Enzo Maresca, che difficilmente ha immaginato una partenza simile ai nastri, lo sanno anche i dirigenti che hanno messo in piedi un mercato abbondante, finanziato da KK e che purtroppo a oggi non sta dando i frutti sperati. L’azzardo di voler puntare sui giovani che la Serie B non l’hanno mai fatta, provenienti da campionati esteri di seconda fascia, non sta pagando. Fuori da campanilismi e diatribe patriottiche, ieri a Terni su 22 calciatori in distinta 15 provenivano dall’estero. Roba che stride con il claim della Lega B, che vorrebbe il suo campionato come quello degli italiani. Forse serviva gente più pronta, che abbia masticato il pane duro, che sappia quando e come interpretare certe situazioni. Non a caso Danilo, ultimo arrivato, sta avendo meno difficoltà di tutti ad adattarsi al clima di combattimento che c’è sui campi. E pensare che Krause ha dimostrato anche qualche remora nel tesserarlo… .

La voglia di internazionalizzare il Parma, a KK, non è passata. Malgrado il primo anno abbia regalato al presidente una retrocessione dolorosa a fronte di parecchi milioni di euro investiti. Male.  Ma l’anno scorso, con l’alibi del primo anno e la luce dei riflettori del grande calcio ad abbagliargli la vista, gli si è perdonata qualche scelta ‘azzardata’ in chiave mercato, cogliendo la grande generosità, attaccamento alla causa, voglia di migliorare la struttura societaria partendo da nobili presupposti. La strada è ancora lunga, già in salita, ma lunga. Se tra qualche chilometro comincerà la discesa - come tutti si augurano - allora ci sarà da divertirsi. Ma la sensazione è quella di dover passare un lungo, lunghissimo inverno. Ma anche nella stagione più fredda può uscire qualche raggio di sole.

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