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Il Parma migliora ma non vince: con il Monza in dieci è 0-0

Traversa di Mihaila, qualche occasione creata dall'estro dei romeni: alla fine arrivano i fischi dei tifosi per Buffon e compagni

Dal nostro inviato
PARMA - 

Alla fine piovono i fischi. Qualche invito a vedere gente che lotta, robe così. Ma il Parma non si scuote ancora. Con il Monza finisce 0-0, tra qualche rimpianto e tante cose da migliorare in tutte le zone del campo. Il Tardini ha incitato, ma alla fine il verdetto del campo non è piaciuto. Non certo per il risultato, o non solo per quello, perché il Parma è ancora poca cosa. Maresca si affida al tridente pesante, tutto tecnica e rapidità. Man e Mihaila cingono d’assedio la retroguardia del Monza, almeno nelle intenzioni dovrebbe essere così, Tutino fa l’ariete per sfondare il muro e aggredire gli spazi che la squadra di Stroppa lascia. I lombardi guidano il gioco, il Parma cerca di ripartire veloce e in un paio di transizioni condotte dai romeni, la squadra di Maresca va vicina al vantaggio. Il Monza però gioca di più, palleggio stretto e cambi di fronte con sventagliate che trovano spesso Colpani, schierato larghissimo a destra. A sinistra c’è Mota, poco impegnato nel primo tratto di gara. Buffon deve stare attento a un paio di svarioni dei suoi, soprattutto del distratto Osorio che in conduzione non brilla. Specie quando regala un paio di palloni buoni al Monza per fare male. Sventa un paio di minacce, una di Barberis che lo impegna dal limite, per il resto guarda i suoi compagni lanciare lungo per innescare Tutino, Man e Mihaila. Un paio di azioni ragionate portano a smarcarsi in area Delprato e Mihaila, ma il romeno, dopo aver fatto sembrare facile la cosa più difficile (superare due avversari di netto), sbaglia quella più semplice (all’apparenza): la stoccata davanti a Di Gregorio.

La gara vive sul filo dell’equilibrio, Scozzarella è costretto a lasciare il campo in lacrime per l’ennesimo guaio fisico. Al suo posto entra Valoti, già giustiziere del Parma ai tempi della Spal. Con lui il Monza prova a mettere forza in mezzo al campo, ma il Parma risponde - seppure affidandosi alla qualità dei suoi singoli -. Man ha l’occasione più clamorosa del primo tempo: il cross teso da destra sorprende Marrone e soci, e anche il romeno che se la ritrova sul piede ma non ha il riflesso giusto per spingerla in porta. E il primo tempo si porta nello spogliatoio un paio di rimpianti, con la consapevolezza di averli creati affidandosi alle iniziative dei singoli e non al gioco. Gli strappi di Tutino, bravo ad allungare la squadra avversaria, non vengono supportati dai compagni, i centrocampisti seguono poco, gli esterni sono distanti da lui. Ci vuole un’invenzione di Brunetta, all’ora di gioco, per innescare Mihaila, bravo a staccare, sfortunato a centrare la traversa. Dopo 3’ l’episodio che potrebbe cambiare la partita: Marrone, già ammonito, si guadagna un altro giallo e lascia i suoi in dieci. Entrano Paletta e Ciurria, Stroppa si risistema, Maresca richiama Juric in panchina, per Inglese. 4-4-2, con Man e Mihaila larghi, più due punte di peso davanti. Il Monza in dieci soffre, Inglese ha la palla buona, ma dopo averla scippata a Di Gennaro ci mette un po’ a calciare. Entra Bonny, per Man un po’ polemico all’uscita. Il connazionale Mihaila ha più fame di lui, anche negli atteggiamenti sembra essere più positivo. All’86’ Di Gennaro gli nega il gol, con il Parma in pieno forcing. Entra anche Benek per Tutino.  Ma piovono fischi.

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