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Domenica, 29 Maggio 2022
Calcio

Questo Parma non è ancora squadra

Fermo al 13esimo posto, a -15 dal secondo, a -9 dalla zona play off e a 3 lunghezze dai play out e con una partita in meno. Iachini aspetta rinforzi: si tratta Simy ma Tutino è quasi un caso e si cercano acquirenti per Man

Prima la curiosità, poi la delusione. La partita ha diviso l’animo di Beppe Iachini, che prima di Parma-Frosinone era curioso di vedere all’opera i suoi dopo un mese e qualche giorno di lavoro. Un Beppe fiducioso, combattivo, che quasi nutriva la speranza di veder svoltare i suoi ragazzi a fronte dei tanti sforzi fatti in questa pausa forzata. Speranze vane. Purtroppo c’è stato anche un dopo Parma-Frosinone, un dopo che in pochi avevano immaginato, che han mostrato un Beppe deluso, sciolto davanti all’impotenza di un Parma che non ha saputo interpretare la partita. Un dopo che lascia un messaggio forte: questa squadra, dopo 19 gare, rimane ancora un elenco di calciatori che non è riuscito a trasformarsi in gruppo. E più il tempo passa e più le ‘colpe’ di Maresca - accantonato dopo 13 patite - cominciano a somigliare ad attenuanti: l’attenuante di aver allenato ad esempio calciatori poco abituati a intraprendere determinati percorsi, a gestire cammini segnati da difficoltà e trappole.

Neanche Iachini, specialista in promozioni, è riuscito a plasmare l’anima di un Parma che continua a perdere certezze, oltre che partite. A nulla servono i buoni propositi dei dirigenti che si sono riempiti la bocca con dottrine scolastiche e segnali rassicuranti, o la potenza di fuoco sterminata di Kyle Krause che ha messo sul piatto altri dollari per rilanciare e provare a far saltare il banco spendendo con l’obiettivo di ritornare in Serie A. Se non si vincono le partite, resta la frustrazione di avere la disponibilità di fare qualcosa che sbatte davanti alla realtà di non saper fare.

Dopo 19 giornate di campionato, al giro di boa, il Parma è fermo al 13esimo posto, a -15 dal secondo, a -9 dalla zona play off e a 3 lunghezze dai play out e con una partita in meno. Numeri che nessuno avrebbe immaginato e che stridono rispetto ai 32 milioni di euro di un monte ingaggi faraonico e fanno arrossire se messi di fianco ai 40 e passa milioni che venerdì sera erano parcheggiati in panchina al Tardini tra Inglese, Man e Tutino.  Era curioso, Beppe all’inizio di questo nuovo campionato che è il girone di ritorno, oggi è un po’ più consapevole che c’è da lavorare parecchio per rimettere insieme i cocci. La fotografia che ha portato in conferenza stampa, quella dei 16 tiri del Parma con uno solo di questi che è finito in porta, è un po’ sintomatica di questa situazione che si trascina da tempo. Iachini si interroga, cerca di trovare le risposte dentro al lavoro, altre ne aspetta dal mercato. A proposito di mercato: dopo che il sogno Mancuso è svanito, si prova a recuperare con Simy in prestito secco dalla Salernitana. E intanto Tutino, pagato 6 milioni più bonus se ne sta in panchina per la seconda volta consecutiva senza trovare spazio neanche per un minuto. Il calciatore più pagato della sessione estiva sembra già ai margini, mentre il simbolo del potere economico di Krause, Dennis Man pagato 12 milioni più bonus un anno fa in piena pandemia, lo è già da tempo. Tanto che si cerca un acquirente per il romeno.

Intanto il tempo passa e i sogni di gloria si allontanano, ma il campionato di Serie B offre occasioni su occasioni per accorciare la classifica e risolvere i problemi, a patto che si sia in grado di risolverli. Come tante volte quest’anno, la gara con il Frosinone è finita con la squadra sotto la curva a incassare l’invito di tirare fuori gli attributi. Buffon a 43 anni, dopo aver scritto la storia del calcio, si trova a capo chino davanti alla sua gente, consapevole che qualcosa è andato storto. Lui se lo chiede, ma gli altri?

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