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Il Parma piange, Lucarelli ride: vince la Ternana, è notte fonda per Maresca

A segno Sorensen, Defendi. Benek illude, la chiude Falletti. I crociati sono davvero poca cosa, surclassati in mediana da una squadra modesta. E domenica al Tardini arriva la capolista Pisa

Vedere Buffon chiudere gli occhi e stringere le parole tra i denti, fa male. Per la sua storia, per la sua figura, per i tifosi del Parma. Entra e in dieci minuti subisce due gol: Defendi e Falletti lo imbucano senza battere ciglio, almeno evita il quarto gol con un intervento che alza il pallone calciato da Falletti alla fine. Seconda sconfitta consecutiva, decimo gol subito tra campionato e Coppa Italia, sei partite in cui si è visto poco o niente delle idee rivoluzionarie di Maresca. E soprattutto, dei calciatori che saranno anche talenti, ma non in questo campionato e non in Serie B. Lo slogan del torneo dice: il campionato degli italiani. Il Parma in distinta su 22 calciatori ne aveva 15 provenienti da fuori. Non si è perso certo per questo, ma è un dato, tra i tanti, che deve far riflettere. E’ notte fonda per Enzo, alle prese con tante assenze per Enzo Maresca, che decide - assieme a lui - di rinunciare al carisma del suo capitano Buffon, affidando la porta a Colombi, la cui ultima gara da titolare con il  Parma risale al 24 aprile, nel 3-4 del Tardini contro il Crotone. Non ci sono Schiattarella, per infortunio, Vazquez per squalifica e Man, non convocato alla vigilia. Sohm farà il play, davanti alla difesa, con Juric da una parte e Brunetta dall’altra. Guida la squadra, giovanissima, Roberto Inglese, con Correia e Mihaila.

Lucarelli abbraccia Buffon e si affida a Donnarumma, uno dei tanti crociati mancati, stretto tra Falletti e Furlan, con Palumbo a rincorrere seminando sostanza e quantità. Per la qualità bisogna bussare da Brunetta e compagni, che però vengono svegliati al 7’ dalla zuccata di Proietti, messa in sicurezza da Colombi. Che al 18’ si ritrova il pallone tra le mani, calciato con poca convinzione da Furlan. Doppio passo nello stretto, sinistro strozzato. In mezzo alle due occasioni delle Fare, un tiro di Brunetta dal limite, che non spaventa nessuno. La Ternana è partita più forte, pressa con convinzione, anche se non sempre il movimento della squadra di Lucarelli è sincronizzato. Qualche problema nella scelta dei tempi di uscita, la qualità è quella che è, ma la squadra di Lucarelli è più viva nella prima mezz’ora e le occasioni migliori sono dei padroni di casa, che si muovono con Falletti e Furlan, bravi a tenere bassi Delprato e Coulibaly, che per giocare deve andare a fare la mezzala, come da dettami tattici di Enzo Maresca, ingabbiato nel primo tempo. Uscite sbagliate, dialogo poco convinto tra gli interpreti e Inglese lasciato da solo alle sue fortune. Gli si fa incontro solo Brunetta, che prova a fare da appoggio. Senza riuscirci. Sbagli da una parte e dall’altra, ne nasce una partita piuttosto soporifera, che si conclude - nel primo tempo - senza emozione. Certo, ai punti meritava forse la Ternana, ma Maresca - per ora assente la sua mano - non si fascia la testa e ci riprova nella ripresa, consapevole di avere un potenziale inespresso con cui può decidere la partita in qualsiasi momento. A patto che non si cerchi la sola palla lunga per provare a scardinare la difesa di Lucarelli.

Il secondo tempo comincia come era finito il primo. Più presente la Ternana, che sfiora il gol con Donnarumma, un po’ impacciato nel calciare verso Colombi. Non è impacciato Sohm, quando di sinistro prova a sorridere, ma il suo mancino è alto di poco sulla traversa. Azioni di ripartenza affidate ai singoli, come la volata di Brunetta, che non trova la rasoiata convinta. Entra Tutino, per un Correia impalpabile, Maresca aumenta il peso offensivo. Qualcosa succede: Donnarumma prende posizione in area e non schiaccia il cross dall’esterno, poi Mihaila e Brunetta avanzano. Sembrano più soluzioni singole, frutto del talento dei calciatori del Parma che di un gioco corale. Assente. Come Juric, che osserva Sorensen mentre salta da solo. Gol per l’ex Juventus. Esce Inglese, entra Benek, Colombi si fa male e lascia a Buffon. Il Parma deve inseguire. Ma non gli va benissimo. Mihaila si dimentica di Defendi, che può andare a colpire indisturbato e bacare Buffon. 2-0, il 4-4-2 di Enzo non funziona e imbarca da ogni dove. Ci vuole una furbata di Benek che da opportunista si libera di Sorensen e insacca, accorciando. C’è una speranza di regalarsi un fine partita diverso, più acceso. Il Parma deve sterzare, mentalmente il gol del polacco potrebbe servire, se solo si mantenessero le distanze tra i reparti. Nel tentativo neanche troppo convinto di pareggiare, il Parma subisce il terzo gol. La difesa balla come un diciottenne in discoteca. E Cobbaut sembra essere il dj che spalanca la strada a Falletti per il tris.

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