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Vigilia contro il Vicenza, Iachini: "Vietato parlare dell'anno prossimo"

L'allenatore del Parma in conferenza stampa: "Abbiamo l'obbligo di lottare per vincere ogni partita, fino a quando la matematica non ci condanna. La società? Nota la crescita dei calciatori, in tribuna ci sono sempre osservatori che guardano i nostri talenti"

Non c'è domani. Non ancora. Beppe Iachini pensa solo al presente, a come finire un campionato che vede il suo Parma distante 11 punti dai playoff e con davanti nove partite e diverse squadre su cui fare la corsa. La matematica è l'unica alleata dei crociati in questa cosa di stagione che lascia tantissimo amaro in bocca e mette di fronte i grandi proclami di inizio campionato con una realtà che si ritrova essere completamente diversa. Lo sa bene anche un combattente come Iachini che si sforza nel trovare cose buone in un'annata travagliata. "Non voglio sentir parlare di squadra molle - spiega il tecnico in conferenza stampa - che non va in campo per vincere. E' un ragionamento che non voglio sentire, l'ho detto anche ai calciatori in questi giorni, siamo in piena sintonia con i tifosi: dobbiamo affrontare tutte le partite per vincerle e tirare le somme a fine campionato. La squadra è diventata la miglior difesa insieme al Lecce, se non sbaglio è quella che crea il maggior numero di occasioni da gol, abbiamo tirato in porta 70 volte nelle ultime cinque partite facendo poche reti. Ma con i nostri pregi e i nostri difettucci andiamo a giocarci le partite. Abbiamo mantenuto gli equilibri tra i reparti, i nostri portieri hanno fatto pochissimi interventi. Fino al 95' il mio Parma deve avere la possibilità di poter vincere le partite. Come è successo venerdì sera. Se la palla di Brunetta fosse entrata, staremmo parlando di una squadra capace di ribaltare le partite, che dal punto di vista fisico sta bene. Andiamo avanti, alla fine tireremo le somme". Non è ancora tempo di processi, dunque. Iachini non recupero nessuno degli infortunati, "devo verificare solo Tutino. Tra oggi e domani mattina vedremo. Non c'è neanche Osorio, sapete che in settimana ha avuto un problema alla schiena". 

Sarà anche per diffondere ottimismo in un ambiente corroso da tanta negatività che Beppe va seminando qualche indizio incoraggiante, cercando di guardare il bicchiere mezzo pieno dal suo punto di vista. "Va riconosciuta la crescita individuale di tantissimi giocatori che sono sotto osservazione delle rispettive Nazionali. In ogni partita ci sono osservatori europei a guardare i nostri talenti. Non siamo stati fortunati negli episodi, in quanto a punti avremmo meritato di più. Tante cose sono state inusuali per me. Non abbiamo mai avuto continuità nel gruppo di lavoro. E' normale che questo non aiuta nessuno, non mi era mai capitata una situazione del genere. Nonostante questo la squadra è andata in campo per vincere, e ha avuto in mano tante possibilità di dare un altro volto al campionato. Ma questo è stato un nostro difetto. Fa parte della crescita di tanti ragazzi. Dobbiamo riconoscere che ci sono tanti giovani in gruppo. Resto convinto del fatto che in queste ultime partite abbiamo dimostrato di essere squadra vera. Il lavoro va avanti, dobbiamo contiunarlo attraverso la ricerca della vittoria in queste partite che restano. 

Ai ragazzi è stato sempre detto che il nostro campionato è questo e che non bisogna pensare al futuro. Fino a quando la matematica ci dirà il contrario, a me interessa finire la stagione in una certa maniera. Non parlerò mai dell'anno prossimo. Se gioca Tizio o Caio non sarà mai in prospettiva futura. Guai a chi pensa a dopodomani: per me c'è solo il presente. ll calcio è pieno di storie interessanti in tutti i sensi, vedremo alla fine dove saremo. Bisogna sempre avere un atteggiamento positivo. Questo mestiere è facile farlo quando si vince sempre, deve essere più stimolante quando non riesci a raccogliere quanto meriti. La società? I direttori hanno vissuto un primo periodo qui, hanno vissuto un prima e un dopo. Loro hanno sempre detto che oggi siamo diventati una squadra, che oggi si gioca e che abbiamo dato una mentalità e un atteggiamento. Dicono che sotto l'aspetto dell'impegno siamo cresciuti molto. Tante squadre ci chiamano per informarsi dei nostri calciatori. Quindi c'è anche l'aspetto della valorizzazione. Purtroppo non è stato premiato il lavoro con i numeri". 

Vista la parte di bicchiere mezzo pieno, serve adesso analizzare l'altra parte, quella che guarda al campo. Che, per ovvi motivi, non può essere poi così tanto positiva. Domani sera a Vicenza il Parma avrà di fronte una squadra che ha motivazioni superiori - almeno sulla carta - rispetto a quelle che porterà con sé la squadra di Iachini. "Si sono rinforzati tanto sul mercato - ha detto l'allenatore in conferenza stampa -. Dobbiamo fare una gara attenta su un campo difficile per tradizione. Ai calciatori ho detto che servirà essere concentrati, avere il giusto atteggiamento. Dobbiamo insistere e batterci ancora. Insieme ci siamo fatti questa promessa: batterci sempre, con i nostri pregi e qualche difettuccio che alla fine ha limitato la nostra corsa. Dobbiamo essere più bravi a sfruttare le occasioni. Vediamo la partita di venerdì: ci lascia tanto rammarico perché, indipendentemente dal rigore, la squadra poteva trovare il gol molto prima. Era un'ottima occasione per dare un segnale al campionato. Ma due centimetri cambiano le cose".

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