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CALCIOMERCATO | Parma, torna di moda Di Carmine

L'attaccante del Perugia, pupillo di Faggiano, è il nome nuovo. Bisogna sfoltire prima la rosa. A centrocampo si insiste per Vacca. Piace anche Firenze della Pro Vercelli, ma il sogno è Memushaj in uscita dal Benevento

Prima sfoltire la rosa, poi puntellarla per centrare la terza promozione in tre anni. Questi i piani di un Parma ridimensionato dai risultati che nelle ultime uscite hanno fatto perdere punti e certezze alla squadra di D'Aversa, comunque in linea con quanto stabilito dalla società prima dell'inizio di questo campionato. I play off restano l'obiettivo dichiarato della dirigenza che però spera nel salto di categoria. Toccherà alla proprietà mettere mano al portafoglio per definire un budget che sia in linea con la disponibilità e con quanto chiederanno il direttore sportivo Daniele Faggiano e il tecnico Roberto D'Aversa per andare a migliorare una rosa già all'altezza che prima di tutto bisogna snellire. Molto dipenderà dalle uscite e dalle condizioni di Fabio Ceravolo, arrivato in estate ma praticamente mai utilizzato. Il recupero dell'attaccante sta procedendo nel migliore dei modi, per tanto non c'è fretta di andare sul mercato. Qualche movimento ci sarà. Si cerca una punta di spessore: il nome che torna di moda è quello di Samuel Di Carmine, attaccante del Perugia che piace molto a Daniele Faggiano. Il giocatore, cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, ha realizzato già dodici gol, due su rigore, ed è entrato di diritto nel taccuino del ds crociato che ci aveva fatto un pensierino già in estate, prima di buttarsi su Ceravolo. Operazione difficile da compiere perché il giocatore ha un contratto con i biancorossi fino al 2019.

Il Perugia difficilmente potrebbe cederlo, ha segnato una doppietta proprio nell'ultima partita persa dai suoi per 4-2 con l'Empoli. Gli umbri chiederanno un cospicuo indennizzo in denaro. Non è da escludere uno scambio, a fronte di un conguaglio che accontenti la squadra di Breda che non naviga certo in buone acque. Resta forte l'interesse per Massimo Coda, che però avrebbe trovato anche il no di qualche senatore dopo la vicenda relativa al fallimento in cui il giocatore non avrebbe voluto ridursi l'ingaggio per abbassare il debito sportivo e cercare di salvare il Parma. L'attaccante verrebbe di corsa, ma le difficoltà di gestione con lui, Ceravolo e Calaiò sarebbero molte. A proposito di quest'ultimo, il Palermo ci ha messo gli occhi addosso e lo ha identificato come possibile sostituto di Nestoroski, appetito in Serie A e in partenza per cercare di ripianare il buco da settanta milioni di euro che gli inquirenti imputano a Zamparini. Per adesso, l'Arciere non si muoverà, anche perché è al centro del progetto tecnico e non vorrebbe lasciare Parma, dove si sta giocando probabilmente le sue ultime chances di andare in Serie A al tramonto di una carriera costellata di gol e successi. 

Il nome nuovo in mediana è quello di Ledian Memushaj, giocatore in uscita dal Benevento. Dodici presenze in A con le Streghe, poco spazio per l’albanese che vorrebbe cambiare aria. Giocatore duttile, può ricoprire tutti i ruoli di un centrocampo a tre, Faggiano sta parlando anche di lui con il Benevento, oltre che di Coda, pista raffreddatasi nelle ultime ore. A centrocampo piace parecchio Antonio Vacca del Foggia, in scadenza. Sempre serrati i colloqui tra la dirigenza crociata e quella pugliese per tentare di arrivare a una conclusione che accontenti le parti.  Occhio al jolly Marco Firenze. Il fantasista della Pro Vercelli in prestito dal Crotone potrebbe fare al caso del Parma, che però ha l'obbligo di sfoltire la rosa. In uscita da monitorare le situazioni di Scaglia (che piace al Perugia e al Cittadella ma che ha un contratto oneroso e difficile da piazzare), Corapi (che flirta da settimane con il Lecce, ma ha richieste da Trapani e Pisa), Siligardi (che ha parecchio mercato in B e in Lega Pro ma che ha un contratto importante, del quale il Parma dovrebbe farsi carico eventualmente se ceduto in prestito) e Nocciolini (piace al Padova e al Catania) che non hanno convinto e non farebbero parte del progetto tecnico. 

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