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Parma, ecco Schiappacasse: "La dieci? Il mio numero da sempre"

"L'ho scelto perché ci sono affezionato da quando ero piccolo. Voglio dare una mano al club per raggiungere l'obiettivo"

Dal nostro inviato
COLLECCHIO -
"Un ragazzo di grande prospettiva, lo abbiamo preso nell'ultimo giorno di mercato, è stato vicecapocannoniere dell'ultimo Sub20 con quattro gol. Arriva in prestito per 18 mesi, grazie ai rapporti tra la nostra società, tra Faggiano e il club madrileno. Poi, dopo questi 18 mesi vedremo se questo prestito si trasformerà in qualcosa d'altro. Abbiamo grande aspettativa nel giocatore". Accompagnato da chi ha fatto la storia di questo club, deve pesargli ancora di più la maglia che indossa perché al fianco siede il club manager Alessandro Lucarelli che introduce il ragazzo con al seguito l'agente e il padre. 

"Ieri sera? Ho visto la partita, ho rivisto la squadra che ho sempre conosciuto. Mi ha fatto piacere. Hanno fatto gol i miei compagni Godin e Gimenez, sono molto contento perché l'Atletico ha battuto una squadra forte come la Juventus e non era facile. Sono molto felice per questa vittoria. Conosco Parma e conosco i suoi giocatori e la sua storia fatta di vittorie. Non ci ho pensato un attimo quando sono venuto a conoscenza dell'interesse del Parma. Fin da quando ero bambino seguivo il calcio italiano, non ci ho pensato due volte, sono molto felice di essere approdato in un club come questo. Il Parma rappresenta un grande passo per la mia carriera, la Serie A è un campionato molto appassionante con il quale voglio misurarmi. Approdare in quello che per noi è stato considerato da sempre come 'il calcio' è fantastico. Darò tutto per migliorare. Il ruolo? Mi piace giocare come mezza punta, la velocità è un mio forte, quindi non mi dispiace giocare anche sull'esterno. Mi piace stare in mezzo al gioco, adesso sto conoscendo la fase difensiva, fisicamente sto bene, posso usare entrambi i piedi senza problemi".

"Il calcio italiano? Sto pensando alla squadra, il nostro obiettivo è salvarci, il Parma è un club storico che merita di giocare sempre in prima divisione. Dal punto di vista personale mi aspetto qualche gol e di giocare il più possibile per aiutare la squadra. Viene prima la squadra. L'obiettivo comune è salvarsi. La dieci? Mi hanno chiesto con quale numero volevo giocare, il dieci è quello a cui sono più affezionato. Non per essere supponente, ma mi è sempre piaciuta sin da quando giocavo in Uruguay. Non ho ancora parlato con D'Aversa, è il mio secondo allenamento ma l'idea che ha di calcio è quella che mi piace: dare una mano in difesa e contrattacare molto velocemente, mi piace e credo possa piacere a tutti gli attaccanti. Io punto sul dribbling e la velocità, può essere il calcio adatto alle mie caratteristiche. Io intendo l'allenamento come una partita, voglio prepararmi al meglio. Fisicamente mi sento bene, se l'allenatore mi fa giocare, un minuto o quello che ritiene, io darò il 100%. La convocazione mi basterebbe. La garra? Me lo avevano detto che è una parola entrata nel vocabolario italiano. Cavani e Suarez sono giocatori che vogliono sempre vincere e questo anche significa garra. Il calcio italiano è simile al nostro. Molti contatti e molti falli, è vero che in Uruguay abbiamo un calcio molto forte, ma anche qui non scherzano".

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