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Kyle Krause - foto Ansa

Kyle Krause - foto Ansa

Tweet, indovinelli e dollari: così Krause si è imposto nel mercato

Il presidente americano ha investito circa 45 milioni di euro per rinforzare la squadra: "Liverani è entusiasta di quello che abbiamo fatto"

E’ tornato in Iowa, dopo il derby perso con il Bologna. In pieno mercato, con Fabio Liverani che chiedeva rinforzi riponendo la sua fiducia nel proprietario americano, Kyle Krause ha fatto sentire tutto il suo appoggio al suo allenatore: con i fatti. Il tweet di una settimana fa, quello con cui allungava le mani per accarezzare la spalla di Liverani e Carli dopo la sconfitta, sembra lontano. Come cambia l’umore una vittoria… . E cambia anche le strategie, evidentemente. L’1-0 rifilato all’Hellas Verona ha sicuramente migliorato la giornata di KK, atterrato a Parma per gustarsi l’ultima partita prima della sosta e presenziare l’ultimo giorno di calciomercato allo Sheraton, già sede di Marcello Carli e Alessandro Lucarelli, a lavoro per chiudere il cerchio.

Manca ancora un terzino, sarà Maxime Busi – strappato allo Charleroi  per sei milioni di euro. L’eco della diffidenza che l’ha accompagnato al suo arrivo in città, mista a scetticismo nei confronti di Krause, è stata cancellata dall’impegno quotidiano, dalla vicinanza e dalla volontà di voler creare qualcosa di importante al comando di una squadra che ieri ha trovato il primo sorriso stagionale e che ora aspetta la sosta per poter mettere nelle teste dei calciatori concetti nuovi. Di gioco, di stile. Fabio Liverani aspetta di poter guidare il gruppo al completo, definitivo, al netto di entrate e di uscite.

Dopo Maxime Busi, il tecnico romano aspetta Nicolussi-Caviglia e da mercoledì riprenderà a dirigere il lavoro a Collecchio, che Lautaro Valenti e i nuovi arrivati stanno scoprendo piano piano. Per prendere confidenza con la nuova realtà. C’è attesa sull’argentino, così come alte sono le aspettative per Cyprien e Sohm, giocatori che completano il reparto mediano e che sono costati al Parma rispettivamente sette e otto milioni (comprensivi di obbligo di riscatto). Krause deve aver scoperto che le partite si vincono a centrocampo, reparto che più di tutti ha subito il restyling. Sono stati investiti 22 milioni di euro, con l’aggiunta dei sette spesi per assicurarsi Juan Brunetta.

Altri 6,5 il Parma li ha investiti per Mihaila, ventenne romeno considerato in patria uno degli astri nascenti del calcio dell’est, mentre l’investimento più importante il Parma lo ha messo in piedi per blindare la difesa: i dieci milioni per arrivare a Lautaro Valenti (tre subito, sette per l’obbligo di riscatto), sono la testimonianza della volontà di migliorare, passando per la patrimonializzazione e sfrondando l’età media di una squadra che adesso può davvero contare su un mix di giovani ed esperti, capace di miscelare talento e forza, freschezza e saggezza cercando di raggiungere l’obiettivo che la società si è prefissato: la salvezza. E dopo aver speso 44,5 milioni di euro, l’obiettivo è quasi un obbligo. “Il tecnico Liverani è entusiasta del mercato. E lo sono anche io”, così recita l’ultimo cinguettio del presidente Krause a fine cavalcata. "Adesso respiriamo".

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