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Calcioscommesse, 6 ore di interrogatorio per Luigi Sartor

L'ex giocatore del Parma, in carcere dal 19 gennaio è difeso dall'avvocato Antonino Truccari: "Non ha confessato nulla perché non c'era nulla da confessare"

Si è concluso dopo sei ore davanti al procuratore capo della repubblica di Cremona Roberto di Martino l'interrogatorio di Luigi Sartor, ex giocatore del Parma, che per gli inquirenti sarebbe il contabile del gruppo dei bolognesi capeggiato da Beppe Signori e l'anello di congiunzione con il gruppo di Singapore che avrebbe gestito tutte le scommesse in Italia e anche all'estero. Sartor è chiamato a rispondere anche in merito ai conti cifrati elvetici riconducibili oltre che a lui anche a Beppe Signori.


All'uscita dalla procura il legale di Sartor, Antonino Tuccari, ha dichiarato: "Il mio assistito non ha confessato nulla perché non c'era nulla da confessare". Sartor è rinchiuso nel carcere di Cremona dal 19 dicembre scorso ed è l'unico degli indagati che davanti al gip Guido Salvini si era avvalso della facoltà di non rispondere. In procura è arrivato alle 10,55, scortato dalla polizia penitenziaria. Aveva il volto teso e in mano l'ordinanza di custodia cautelare di oltre 300 pagine. Il suo difensore oggi presenterà al pubblico ministero l'istanza di revoca della custodia cautelare in carcere. Il pm dovrà pronunciarsi e l'ultima parola spetta al gip Guido Salvini

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