Certezze e dubbi: aspettando Gervinho, il Parma va a caccia della tranquillità

Si riparte: nella settimana che precede la sfida al Torino, D'Aversa cerca di recuperare il maggior numero di giocatori possibili. Ancora out Grassi

D'Aversa e Gervinho - foto Ansa

Dove eravamo rimasti? A un surreale Parma-Spal, dove l’eco del triplice fischio di Pairetto è stato sovrastato dalle polemiche che hanno anticipato l'avvio. Il silenzio del Tardini è stato interrotto dal rumore sordo provocato dal rigore calciato in porta da Petagna, prima era andato in scena lo sfogo sacrosanto del direttore sportivo Daniele Faggiano, incredulo quando ha scoperto, a due minuti dalla partenza, di dover fare dietrofront. Un teatrino seguito alla partita di Torino, quella rinviata quando il Parma aveva lasciato già l’albergo per andare all’Olimpico. Il 23 febbraio. Da li si riparte, da Torino, dalla partita che i granata attendono per ricominciare il loro cammino in vista di una salvezza che – forse – non è poi così scontata, visti i capricci del patron Cairo, uno dei maggiori fautori dello stop di un campionato che riparte proprio da casa sua.

E dalla spinta dei vertici societari crociati che hanno spinto dall’inizio per ritornare a giocare a calcio, chiaramente in ottemperanza alle regole per evitare il contagio. E mentre l’epidemia impazzava, il Parma metteva al sicuro i suoi dipendenti, tenendoli lontano dagli uffici, garantendo loro lo stipendio e salvaguardandoli senza scegliere l’opportunità comoda della cassa integrazione, soluzione scelta da molti club anche più prestigiosi. L’aver raggiunto poi rapidamente l’accordo per la rinuncia a una mensilità di stipendio (quella di aprile) è stato un segno di maturità, un’unione di intenti che adesso deve riflettersi sul campo.

Dove con ogni probabilità, almeno per la trasferta di Torino, non ci saranno Roberto Inglese, che ha lavorato parzialmente con i compagni lunedì, Alberto Grassi, Giuseppe Pezzella e Luca Siligardi che invece hanno svolto un allenamento differenziato. Discorso diverso per Gervinho, che pur avendo lavorato a parte può essere l’unico che per Torino ha qualche possibilità di entrare tra i convocati e – perché no – giocarsi le sue carte dall’inizio, in un tridente che ha una settimana di tempo per fare le prove: servirà prendere il Toro per le corna, come all’andata. Iacoponi ed Hernani, che all’inizio di questa preparazione hanno avuto qualche acciacco, sembrano aver recuperato in tutto e per tutto le forze per fronteggiare battaglie e avversari. Come richiede D’Aversa.

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