Chievo-Parma 2-3. Colpo di Coda. Ma che FantAntonio in 2 minuti

Al 4' il centrocampista argentino sfrutta una dormita colossale della retroguardia crociata che offre il fianco per il vantaggioChievo. Reazione che non basta, con Cassano che va vicino al gol, ma Bardi e super, ma non può nulla quando, al 19', incrocia il destro secco. Poi Coda e ancora FantAntonio siglano il tris, ma è Paloschi a riaprire la gara e a tenere in gioco i clivensi

In questa fase della stagione, il Parma ha già un disperato bisogno di vincere per non rimanere ultimo in classifica. Il ricordo sbiadito di una squadra che ha lottato per l'Europa League, va sempre più scemando, e si trasforma in una fotografia sfocata. Come il nuovo 4-3-3 di Donadoni che imbarca acqua suo fianco destro, senza tentare di tappare i buchi lasciati da Ghezzal e Mendes che non è un tarzino. Nemmeno il tempo di sistemarsi che il Parma si trova in svantaggio, causa una dormita sulla sinistra con Gobbi e Jorquera che si perdono Izco dopo il traversone dalla destra. A porta quasi vuota, l'ex Catania si regala il primo gol in maglia gialloblù. Donadoni si sbraccia, si toglie la giacca e si mette le mani in tasca, con la sua proverbiale tranquillità, pensa a come scombinare le carte e far saltare il banco. Il binario di sinistra sembra funzionare di più rispetto a quello di destra, dove c'è una voragine pazzesca, con Mendes e Ghezza, che faticano a difendere, quando il Chievo attacca in contropiede. Belfodil ci prova sempre, ma il centrocampo non supporta ogni volta che gli attaccanti chiedono, Cassano non fa gioco e Ghezzal è poco in partita.

La reazione del Parma c'è, almeno nella volonta, ma è poca sostanza. Cassano da pochi passi si vede togliere la palla dalla porta, con Bardi che compie un super intervento dopo la punizione di Lodi e la spizzata di FantAntonio. E alla mezzora, Maxi sciupa l'occasione per chiudere il match in anteprima, con una corsa a perdi fiato di Lazarevic che trova spazi ovunque. L'argentino apre il piattone ma senza mira. A centrocampo gli uomini di Corini sono piú coperti, appena rubano palla ripartono sfruttando la distanza tra i reparti della squadra di Donadoni che non è nè sicura, nè brillante. Macina gioco e mastica calcio, ma di sostanza c'è poco. Ma nel secondo tempo, Donadoni rinuncia alla qualità, in nome di una sana pragmaticità    con Galloppa che si riprende il centrocampo e Coda che rileva un Ghezzal nullo. E subito si vede qualcosa, con la squadra più ordinata e corta tra i reparti. E Cassano che decide di giocare... al 19', quando scocca un destro incrociato e insacca sotto l'incrocio. E alla mezzora, Galloppa, si, sembra quello dei vecchi tempi, quando imbecca a centro area Coda che sporca la conlcusione e sigla il vantaggio. Dopo due minuti, ecco che Coda, di petto, fa una sponda per Cassano, bravo a farsi trovare pronto per il gol. Accorcia Paloschi, ma e solo uno spavento inutile.

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