Collecchio è pronta: il Parma riorganizza il suo quartier generale per il maxi ritiro

L'isolamento dei crociati parte dal gioiello di via Nazionale. Sarà disponibile anche la palazzina del settore giovanile mentre la società sta lavorando per prendere accordi con gli hotel limitrofi per la sistemazione del personale

Ha sempre rappresentato una priorità importante, un asset cosiddetto stratregico per il club, per la società. Il centro sportivo di Collecchio tirato su in Via Nazionale è considerato il fiore all’occhiello di un Parma che si è sempre distinto per avere strutture all’avanguardia, rinnovate e attualmente in fase di lavorazione per renderle ancora più moderne. Si pensi all’anno della Serie D (a proposito, quattro anni fa giusti Corapi trasformava sotto la curva il rigore che regalò la promozione tra i professionisti ai crociati), quando i giocatori erano entusiasti e si sentivano in Champions League per strutture e servizi. Sensazione proseguita anche in Lega Pro e in Serie B.

Collecchio ha sempre rappresentato per il Parma un investimento fondamentale. Il 6 luglio del 2018 la nuova società lo ha rilevato per 3 milioni e 200 mila euro sottraendolo al credito sportivo che aveva offerto meno nel tentativo di accaparrarselo e darlo in gestione, in affitto al Parma. Fu il segno del nuovo corso dopo il fallimento. Per spiegare l’importanza che Collecchio ha rappresentato per la società, basti pensare che appena messo piede in B il club ha deciso che il primo investimento da fare fosse il centro sportivo. E a oggi la perla del Parma potrebbe essere considerata l’ulteriore scommessa vinta, l’ennesima di questo nuovo gruppo imprenditoriale. La ripresa è ancora lontana, si abbozzano date, temi, protocolli, ma nulla è certo. Intanto il Parma lavora da tempo per rendere accessibile la struttura in Via Nazionale, qualora fosse il caso di ricominciare a giocare. Una struttura munita di ogni comfort, di stanze nelle quali i giocatori solitamente soggiornano durante i ritiri pre-partita, di un dormitori ai quali accedono i giocatori del settore giovanile, di una sala da pranzo che ospita la squadra alla fine di ogni allenamento, di un cuoco e del suo staff che si prende cura dell’alimentazione. Campi, palestra, piscina e spogliatoio (il luogo da ‘evitare’ che più spaventa in temi di contagio).

In questi giorni ‘fermi’, lontani dal calcio, la società ha provveduto alla sanificazione degli spazi, disposto punti igiene ovunque. I cinque campi in erba naturale più il sintetico a disposizione serviranno per i lavori di tecnica e tattica. Più in la, alla ripresa il punto chiave sarà trovare un equilibrio nello spogliatoio. Evitare il sovraffollamento e organizzare gli allenamenti, all’inizio in piccoli gruppi. A Collecchio ce ne sono due, uno riservato alla prima squadra, con gli spazi per lo staff tecnico e i magazzinieri, l’altro nella palazzina del settore giovanile, collegata da una stradina interna percorribile in macchina e a piedi. Potrebbe essere utilizzato dai ragazzi di D’Aversa, visto che i campionati giovanili sono sospesi. In entrambi i centri sportivi ci sono sale massaggi e fisioterapia, magazzini e spazi appositi per la lavanderia.

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A Collecchio c’è tutto o quasi per riprendere in sicurezza gli allenamenti. Un problema potrebbe essere rappresentato dalla sistemazione degli atleti e di tutto il personale nelle stanze singole. Il direttore sportivo Daniele Faggiano, in contatto frequente con i vertici del club, con tencico e team manager per farsi trovare pronto all'evenienza, aveva nei giorni scorsi sollevato il problema: una delle soluzioni potrebbe essere quella di affidarsi agli hotel di fiducia del club situati nelle immediate vicinanze del centro sportivo, che conta sedici stanze disponibili. Basteranno questi accorgimenti per sistemare una quarantina di persone, tra calciatori, tecnico e staff, medici e fisioterapisti, personale di servizio.

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