Colloqui con dirigenza e squadra, l'abbraccio con il presidente: la prima del D'Aversa-Bis

Il nuovo corso è cominciato: calendario difficile, infortuni e rosa 'depressa'. Ci vuole tutto lo spirito battagliero dell'allenatore per superare il momentaccio

Roberto D'Aversa - foto parmacalcio1913.com

Una mascherina bianca, una mano che mima il saluto e un pollice alto. Roberto D’Aversa è rimontato di corsa in sella al Parma. Neanche il tempo di gustarsi il profumo di casa, di riassaporare l’aria di quella che è stata per anni la sua cabina di regia, che il tecnico ha già indossato la muta da marines per mettersi al comando della sua vecchia truppa. Il sergente è tornato, ha imbracciato il suo elmetto sapendo che serve lo spirito da battaglia, quello che ha spinto lui e le sue squadre oltre il confine dell’ordinario, entrando nell’extra-ordinario e passando dall’impresa. Le divergenze di veduta di quest’estate sono nascoste sotto la sabbia bollente della spiaggia sarda. Va detto che all’allenatore nato a Stoccarda era stato presentato un progetto che prevedeva – prima dell’arrivo di Kyle Krause che lo ha salutato con un cinguettio – un ridimensionamento notevole, a partire dalla cessione di qualche pezzo pregiato fedelissimo di D’Aversa, sostituito con giovani di belle speranze.  I giovani sono arrivati, il grosso dell’argenteria che ha brillato con Bob in questi anni è rimasta. E le garanzie tecniche chieste dal tecnico per salvarsi sono state concesse dalla dirigenza crociata, che ha salutato l’arrivo di D’Aversa con una bella carica di adrenalina. Un colloquio con il presidente, lunedì partirà, riuscirà l’allenatore a regalargli qualche punto? L’abbraccio con Pietro Pizzarotti e Alessandro Lucarelli, vecchia guardia crociata, una chiacchierata con Marcello Carli, il direttore sportivo che ha già incassato le richieste sul mercato. Analisi dei video, colloquio con la squadra e raccomandazioni ai suoi uomini, la vecchia guardia chiamata ora a responsabilizzarsi. E a dare il meglio, dato che non hanno più l’alibi del tecnico. Non c’è tempo da perdere, tra poco meno di 70 ore si gioca contro la Lazio, il Parma è terzultimo, invischiato nella lotta per non retrocedere e ogni singolo punto è vitale.

Nel suo ufficio, D’Aversa ha avuto modo di raccogliere le sue idee, comunicarle allo staff che lo ha seguito puntuale in tutte le sue figure e trasferirle alla squadra. Al suo fianco erano presenti il secondo Andrea Tarozzi, il preparatore atletico Luca Morellini, i match analysts Marco Piccioni e Simone Greco, il preparatore addetto al recupero degli infortunati Danilo Massi, più l’uomo che scalda i guanti ai portieri, Alberto Bartoli, che all’arrivo a Collecchio ha salutato i cronisti con un ‘ci risolleviamo, siamo qua a posta’. Una ventata di ottimismo, insomma, in un ambiente depresso, che via social ha accolto con gioia l’arrivo di D’Aversa. Gli stessi social che lo hanno massacrato. Da pulpito dal quale sono spesso partite invettive e prediche indirizzate all’allenatore, che in questi anni ha incassato parecchi insulti via web, a fonte battesimale per un nuovo inizio. I commenti ricchi di nostalgia a un certo punto sono sfociati in un abbraccio virtuale, soprattutto quando la moglie dell’attuale allenatore del Parma ha postato una stories su Instagram, con le valigie del marito pronte a essere inserite nel bagagliaio dell’auto. Direzione Parma. L’umore di questi tempi oscilla tra il pessimismo e lo sconforto da queste parti, toccherà al tecnico rintuzzare le paure e sorprenderle alle spalle, proprio come dovrà fare contro le squadre avversarie. Per tirarsi fuori dai guai, si affiderà allo zoccolo duro, D’Aversa, ai calciatori che hanno sempre dato il massimo per lui: da Sepe a Iacoponi, passando per Bruno Alves e Kucka, Gagliolo e Kurtic, Inglese e Cornelius, i soldati di un esercito che deve tornare a combattere in prima linea, sapendo che le battaglie sono tante ancora prima di alzare bandiera bianca e che il tempo per portare a casa un’altra missione c’è tutto.

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