Parma, Leonardi rinnova: "Sento mia questa realtà ora più che mai"

"Avevamo deciso di rimandare questo appuntamento a fine stagione data la situazione. Non volevamo appesantire ulteriormente la squadra. Non ho mai sentito il bisogno di cambiare"

L'ufficialità è arrivata nella sala stampa dello stadio Tardini, a confermare quanto anticipato nel pomeriggio da Ghirardi, è stato Leonardi in persona. La storia, che a un certo punto sembrava controversa, del suo rinnovo, ha avuto il lieto fine che tutti si aspettavano. Il rapporto con il Parma, il suo Parma, continua. Niente Fiorentina quindi per il dirigente romano che si lega alla famiglia Ghirardi per altri cinque anni. "Non ho mai avuto voglia di cambiare aria - dice Leonardi - avevamo pensato di dire questo a stagione finita. Non sono uno che deve rinnovare contratti perché c'è un'offerta altrove. Sento mio il Parma e ieri sono stato male, a causa del pareggio con il Cesena, proprio perchè sento mia questa realtà, mi appartiene".

SGOMBERIAMO OGNI TIPO DI DUBBIO - Queste le sue parole. "Sono legato a Ghirardi e alla città. Voglio bene a questa realtà e me la sento mia in questo momento. Stamattina abbiamo deciso questa conferenza per sgombrare gli equivoci siccome è un momento delicatissimo e dobbiamo concentrarci solo sulla salvezza. Obiettivo che ritengo alla nostra portata, perchè ogni partita è una storia a sè. Voglio mandare un messaggio alla comunità, mi sento del Parma e darò il massimo affinché ci togliamo delle soddisfazioni. Condivido in pieno le strategie di questa societa e so bene quali sono i piani. Non dovevo avere garanzie per un progetto, abbiamo solo confermato la nostra volontà, cioè investire in maniera oculata e fare il passo che consente la gamba. Non ho bisogno d'altro. Il Parma rispetta il faIr play finanziario, è in regola ovunque e poche squadre possono vantare una cosa del genere". Una dichiarazione d'amore quella dell'amministratore delegato, ancora amareggiato per la battuta d'arresto contro il Cesena. "Ci sta, fa parte del gioco, la partita era importante ma anche se non l'abbiamo vinta siamo allo stesso punto di prima. Ci prendiamo le responsabilità. Perché non dire tutto ciò prima? Sono consapevole che questa squadra quando si forza la mano non ne indovina una, se ci avessimo messo anche la mia situazione magari avremmo perso. Abbiamo voglia di risolvere i nostri problemi che sono tanti, ma meno rispetto a quello che ho trovato quando sono arrivato. Ieri abbiamo sbagliato i primi minuti della ripresa in maniera ingiustificabile, causa si questo virus che non ci appartiene. Io, i ragazzi, non sappiamo cosa vuol dire la retrocessione, non è cosa nostra. Voglio che ci giochiamo le nostre carte per fare il nostro campionato. Noi vogliamo il bene del Parma, questo è il mio pensiero". 

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MENTALITÀ CAMBIATA - Bene che passa inevitabilmente da Donadoni. "Lui è il nostro allenatore, lo sarà per un po'. Con lui abbiamo raggiunto quella mentalità di cui avevamo tanto parlato. Una volta partite come quella di ieri le perdevamo. Mi viene in mente la gara con il Novara. Sappiamo di dover risolvere questi problemi, ma il lavoro di Donadoni ci piace, lui è il futuro del Parma e deve necessariamente esserlo. La mentalità alla quale si aspicava è già raggiunta, grazie ad uno staff di primissima fascia che lavora sulla competitività che prima non esisteva. Sono troppo convinto di questa situazione. Ho già ringraziato gli allenatori che hanno lavorato per il Parma, ma ora dico che il migliore di tutti è Donadoni. Sono convinto di questo e non voglio fare polemica. Siamo amareggiati nell'immediato, ma ottimisti. Questa squadra ha bisogno di serenità che non c'è mai. Si vive ancora con l'incubo della retrocessione, non c'è gusto di guardare le partite, quando segnamo voglio che si fischi subito la fine. Questo non mi piace. Voglio eliminare questo virus che è anche in me e spero di riuscirci. È sempre bello confrontarsi con squadre blasonate e di spessore, quando ero ad Udine la pensavo già così e non vedevo l'ora di scontrarmi con chi era più forte di noi per dimostrare il nostro valore. Anche qui deve essere così, bisogna guardarsi avanti e non alle spalle".

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