Conferme e annunci: Liverani incassa ma ora tocca a Krause

Il tecnico (e Carli) confermato dal presidente via Twitter, ma adesso servono i fatti

Fabio Liverani - foto Ansa

Più che rassicurazioni, conferme via Twitter e annunci social in stile stelle&strisce, Fabio Liverani gradirebbe qualche giocatore in più. In modo tale da poter dire la sua sul campo, a scanso di equivoci. Per carità, dopo una sconfitta sonora – per giunta arrivata in un derby – fa sempre piacere ricevere qualche pacca sulla spalla, una carezza distensiva che scagiona in parte il tecnico, alleggerendogli l’animo appesantito dai sei gol subiti in due partite. Se la carezza arriva da Kyle Krause, rimasto in Italia per godersi il derby nord-americano con Joey Saputo, a maggior ragione serve per vivere più serenamente.

Che non sia tempo di processi per il Parma e il suo tecnico, pare evidente. Anzi, le parole twittate dal presidente appaiono anche piuttosto banali, visto che in Italia – il paese degli allenatori per eccellenza – il calcio vive dinamiche ben differenti rispetto a quelle che circondano il soccer. Con il mercato aperto il Parma si appresta a vivere una mezza rivoluzione, sia in entrata che in uscita. A scagionare eventualmente Liverani, oltre alle indefinite condizioni in cui si trova  a lavorare, c’è anche questo aspetto. Quella vista a Bologna non sarà il Parma del tecnico romano. La rosa subirà per forza di cose cambiamenti, qualche giocatore (vedi Darmian e forse Gervinho) lascerà il club, altri ne arriveranno, per riempire i vuoti. Piuttosto si può avere qualche dubbio relativo alla personalità e all’adattamento rapido dei candidati, scelti per ricoprire ruoli chiave nello scacchiere tattico di Liverani.

Poi sono anche gli infortuni che rischiano di segnare già un’era. Cornelius è solo l’ultimo, in ordine di tempo: prima di lui Inglese e Grassi avevano gettato la spugna, allontanandosi dal derby, Kucka era in difficoltà e Gervinho non aveva certo i novanta minuti nelle gambe. Così come Karamoh, che è apparso abbastanza rinfrancato – seppure fumoso – dalla cura Liverani. Un mix che restituisce al tecnico e alla squadra pochissime certezze. Il tempo per mettere una toppa è poco, l’allenatore aspetta i rinforzi giusti per potersi esprimere al meglio. Almeno secondo quello che è il suo credo calcistico, che presuppone caratteristiche diverse rispetto a quelle che si sono palesate in questi 180’ nei suoi giocatori, che forse tanto suoi non sono. Di sicuro non è questo il suo Parma. E vanno bene le rassicurazioni che arrivano dalla tastiera presidenziale, ma qualche calciatore in più non guasterebbe.

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