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Cresce l'attesa per Buffon, Boghossian: "E' ancora il numero uno. Il suo ritorno è un bene per tutti"

L'ex compagno al Parma: "Abbiamo un grande rapporto, è un ragazzo splendido. I tifosi? Gigi ha fatto bene a tornare, chiude un cerchio". Si riprenderà la numero 1 che aveva vent'anni fa

Foto dal web

Oggi Alain Boghossian è un opinionista tv, commenta gli europei per Eurosport e per una tv francese. Nel tempo libero gioca a golf, ma non ha smesso di emozionarsi quando vede il calcio. E' ancora amico di Gigi Buffon, come un tempo. Nel giorno della sua presentazione, la città freme per il nuovo numero uno (avrà quel numero di maglia), e intanto che l'aspetta può riviverlo nelle parole di Boghossian. “E’ un grande - dice il francese a ParmaToday.it - è rimasto lo stesso ragazzo di sempre. Il fatto che sia tornato a Parma è una cosa fantastica, per tutti. Per lui che finisce dove aveva ricominciato, per l’ambiente, per la piazza. Per il Parma”.

Eppure, Boghossian, alcuni tifosi sembra ce l’abbiano ancora con lui per il passato alla Juventus.

“Ma guardi, la carriera dei calciatori è così: non c’è più la bandiera, come poteva esserci un tempo, sono cambiate le cose. Gigi lo abbiamo visto, ce lo siamo coccolato, ha vinto con il Parma ma è andato a giocare in un club dove alla fine sono andati anche Thuram e Cannavaro. Era inevitabile finisse così. E’ andato a migliorare, era un ragazzo, ha fatto la cosa giusta. Ha vinto con il Parma, ha dato tanto al Parma e la soddisfazione più grande è vedere che torna dopo vent’anni con l’etichetta di più forte del mondo. Ha vinto moltissimo, è esperto, può dare ancora tanto. In Serie B sarà il punto di riferimento per moltissimi”.

Come ha appreso la notizia?

“Leggendo i giornali. Ha fatto il giro del mondo, Gigi sposta le masse. E’ così. Perché ha un grandissimo carisma. Ed è ancora un grandissimo portiere. Sono felicissimo che sia tornato”.

Tutti parlano di quanto sia decisivo: ma è davvero così forte?

“Fortissimo. Le doti tecniche penso non si possano discutere, quello che ha colpito me è stata la sua semplicità. Ma attenzione: semplicità non vuol dire che sia uno superficiale. E’ professionista fino all’ultimo secondo dell’allenamento. Lo era quando giocavamo insieme, lo è ora. Io l’ho incontrato anche a Parigi, ci siamo divertiti anche qui”.

Qual è il suo ricordo di Gigi al Parma?

“Un ricordo straordinario, che il profilo social del club ha pubblicato in settimana. Abbiamo vinto la coppa Italia, io l’ho rubata mentre lui dietro faceva l’aeroplanino. E' stato un grandissimo compagno di squadra. Io l’ho ritrovato quando era qui al PSG, ho lavorato con lui per un’intervista a un’emittente francese. E’ stato un piacere poterlo riabbracciare. Ha un carisma che si avverte ancora. L’ho avvertito anche da giornalista… (ride ndr). Gigi è un personaggio molto generoso, simpatico. Ci siamo scambiati tanti consigli, aveva l’ambizione di diventare il numero uno al mondo già vent’anni fa. Sembra ci sia riuscito, che dice?”.

Tornando al golf, è più emozionante del calcio?

“E’ l’altra mia grande passione. Io adesso lavoro in tv e gioco a golf, ho incontrato molti italiani sui campi. Mauro, Panucci e tanti altri calciatori. Siamo stati invitati da Guardiola a Maiorca, c’era anche Platini, c’erano De Boer e Gullit. Il Golf è la nostra passione ma viene dopo il calcio”.

A proposito di calcio, la Francia teme l’Italia?

“(Pausa…). No. La Francia non ha paura dell’Italia. Ha paura di se stessa. Se non fa il lavoro che deve fare può rischiare, ma avete visto che rosa abbiamo? Siamo fortissimi, non abbiamo paura di nessuno”.

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