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Alessandro Lucarelli in gol con la maglia del Parma - foto Tm News Infophoto

Alessandro Lucarelli in gol con la maglia del Parma - foto Tm News Infophoto

ESCLUSIVA | Cristiano racconta... Lucarelli: "Gli avevo detto di smettere quest'anno..."

Il fratello del capitano in esclusiva a Parmatoday.it omaggia Alessandro per le 250 presenze con la maglia del Parma: "Ho capito che avrebbe sposato questa causa a metà di questo straordinario percorso. L'anno scorso sembrava il proprietario del Parma"

Forse non se lo sarebbe mai aspettato, o forse in cuor suo, Cristiano se lo augurava. Un traguardo storico, quello del fratello Alessandro, arrivato grazie alla sua intercessione nel Parma, in quel Parma che ora sente suo e che guida verso la scalata ai professionisti. 250 presenze in crociato, proprio domenica contro l'Imolese. Campionato di Serie D. Poco male, Ale è fiero lo stesso di questo traguardo storico con la fascia al braccio. La fascia, un tempo, la indossava Cristiano, ora, da anni, la tiene stretta a sinistra Alessandro. Da un Lucarelli all'altro, da un capitano all'altro. "Non è solo una questione di calcio - racconta l'ex bomber a parmatoday.it -. Io e Alessandro siamo molto legati anche fuori dal campo, ci scambiamo consigli e parliamo spesso. Se è a Parma ancora, in parte lo deve a me. Avevo messo io la buona parola per farlo firmare. Mi avevano chiesto dei consigli, cercavano un giocatore con determinate caratteristiche, io ho proposto lui. Mi sembrava quello più adatto, che faceva al caso nostro. Ha sempre raccolto meno di quello che valeva. A Parma ha fatto dei campionato straordinari, sempre in crescendo. Questo traguardo mi fa felice, ha sempre vissuto all'ombra mia, se lo meritava". Cristiano, oltre ad Alessandro, aveva consigliato a Berta, allora Direttore Sportivo, anche altri due calciatori: "Pavoletti che giovava a Livorno e Fernandinho, il centrocampista che gioca alla Samp ora. Non mi hanno ascoltato".

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Quando ha capito che suo fratello stava per diventare un 'parmigiano'?

"Ha macinato anno dopo anno un cammino importante, ha cominciato a comprare casa a Parma, si è ritagliato uno spazio importante e a metà di questo percorso avevo capito subito che sarebbe diventato un leader per quella gente". 

Cosa le raccontava a proposito dell'anno travagliato, quello del fallimento?

"Parma è anche nel mio cuore. Mi informavo spesso. Avevo ancora una parte economica da dover sistemare, però quello era l'ultimo problema, mi premeva che Ale e il Parma continuassero questa avventura, che Ale continuasse a giocare a casa sua. L'anno scorso, a un certo punto, sembrava essere lui il proprietario. Parlava con stampa, tifosi, Lega, si è trovato un mondo sopra di lui in un contesto a cui non era abituato. La gente mi fermava per strada per dirmi di portare la loro ammirazione ad Alessandro. Lo scorso anno si è dimostrato essere all'altezza di una situazione che francamente non gli apparteneva. C'è stato qualche momento di nervosismo, comprensibile, ma ne è uscito a testa alta".

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Cosa vi lega in maniera particolare?

"Ci siamo avvicinati al calcio allo stesso momento, siamo legati sia perché facciamo lo stesso mestiere,  sia perché fuori dal campo ci troviamo in maniera ottima. Qualsiasi scelta che faceva lui dal punto di vista professionale me la comunicava, mi chiamava sempre e io facevo lo stesso".

Cosa aveva suggerito ad Alessandro quest'anno?

"Ad esempio avevo suggerito ad Ale di non giocare, perché poi potesse partire subito con una nuova avventura, una nuova veste e un nuovo ruolo. Ma lui non mi ha ascoltato e a vederlo adesso ha fatto bene. Dal punto di vista motivazionale quattro mesi fa giocava a San Siro con 70.000 persone, questo poteva essere un contraccolpo psicologico. Ora va a giocare in campi sperduti, in D, ma lui è un professionista, la categoria non cambia tanto le cose. Certo se uno vede Alessandro durante la settimana, negli allenamenti, beh, non giocherebbe mai".

Però gioca sempre...

"Lui si carica alla domenica quando ha degli stimoli pazzeschi e ho capito che per lui giocare a Parma è come giocare in A, davanti a 10000 persone. I problemi li avrà in trasferta... ".

Facciamo un salto indietro. Se le dico Ghirardi?

"Con Ghirardi tutto andava bene, mi apprezzava per la lealtà e la schiettezza, ci mettevo sempre la faccia in prima persona, e questo però mi ha portato un sacco di problemi nella mia carriera. Non sempre mi ha giovato. Non ho la presunzione di dire che quello che dico io è sempre giusto. Io gli davo anche dei consigli. Mi sopportava perché forse perché sono stato il suo primo acquisto. Ma tutto potevo immaginare tranne che quello che è successo". 

Anche lei è tra i creditori?

"Non mi aspettavo questo epilogo, anche se con me si sono sempre comportati bene. Ghirardi è stato ingenuo su alcune questioni e lo sbaglio che ha fatto è che non se l'è sentita o forse si è vergognato di dire che aveva dei problemi economici. Se questa denuncia fosse stata fatta nei tempi giusti, avrebbe potuto salvare il Parma., ne sono sicuro. Non so, forse per orgoglio ha tenuto tutto sotto silenzio. Sì, sono tra i creditori, ero. Io è dal 2007 che devo prendere dei soldi e non li ho presi ancora. Ho dato la mia disponibilità a spostare le scadenze, qualcosa non andava già dall'epoca".

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