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Sabato, 13 Aprile 2024
INTERVISTA

D’Aversa: “Pecchia è bravo, risolverà i problemi. Sarebbe utile una figura come Ferrari”

L’ex allenatore del Parma: “Io avevo un gruppo di uomini che andavano in campo da squadra. È importante una figura di raccordo tra proprietà e squadra. I proprietari parmigiani ci trasmettevano senso di appartenenza”

"Pecchia è molto bravo. Ha sicuramente bisogno di tempo per costruire qualcosa di importante". Lo ha detto Roberto D'Aversa, ex allenatore del Parma durante la quarta puntata di DnaParma in onda su QubiTv. L'ex tecnico crociato se ne intende, proprio sulla panchina gialloblù ha costruito qualcosa di straordinario grazie a quello che lui chiama "un gruppo di uomini che andava in campo e giocava da squadra". Due promozioni, una dalla Lega Pro alla Serie B, poi le porte della Serie A che gli si sono spalancate dopo una splendida cavalcata. Guidata da D'Aversa in panchina e da Daniele Faggiano in prima linea, sostenuti dalla forza di una proprietà che "ci ha trasmesso senso di appartenenza - ha raccontato D'Aversa -". Adesso tra i tanti problemi che si nascondono nelle pieghe del Parma sembra esserci anche quello di un'assenza di animus pugnandi sottolineata anche dai tifosi nella contestazione di Cosenza. "È sempre importante una figura di raccordo tra proprietà e squadra - spiega D'Aversa - e la presenza di un punto di riferimento che sappia trasmettere qualcosa. Per questo consiglierei a Krause di far tornare Marco Ferrari in società. Io ho avuto momenti di difficoltà, dall’anno della Lega Pro, all’anno della Serie B. Non posso dimenticare il 4-0 ad Empoli, dove probabilmente un’altra società avrebbe mandato via l’allenatore. Invece la mia proprietà in quel momento mi ha dato tanta forza  per continuare e per poi andare a portare a termine la missione con la promozione. Li’ era proprio un DNA particolare della società. Da Marco Ferrari ai Pizzarotti. Da Barilla a Gandolfi, Del Rio, Malmesi, Dallara. Tutti. Essendo di Parma ci trasferivano il senso di appartenenza e di orgoglio della città. E’ chiaro che quando invece c’è una proprietà straniera, qualche difficoltà in più da questo punto di vista è inevitabile. Ma questo non vuol dire che non sia possibile ricreare quella compattezza. Ad esempio io una figura come Marco Ferrari la farei tornare all’interno del club, proprio per trasmettere quel senso di appartenenza che all’epoca ci trasmetteva lui insieme a tutti gli altri soci parmigiani.  Ovviamente dietro di loro e insieme a me, c’era un gruppo di uomini veri, capitanati da Alessandro Lucarelli, fortemente motivati a raggiungere l’obiettivo. E’ stata davvero un’impresa che ha visto uniti tutti , dalla proprietà ai magazzinieri e non è una frase fatta, anche perché se a realizzare il salto dalla D alla A in tanti anni c’è riuscito solo il Parma, un motivo ci sarà". 
 

D'Aversa crede fortemente in Fabio Pecchia: "Lo ha dimostrato a Cremona e a Verona. Probabilmente gli servirà tempo per aggiustare le cose ma sono sicuro che lui sia l'uomo giusto. Il campionato è difficile. È chiaro che ha diversi giocatori stranieri, questo magari complica le cose. Chi viene da un altro campionato ha bisogno di adattarsi. I giovani? Un falso problema. Se un calciatore è forte e merita di giocare gioca. Giovane o no. Io dico che quando c'è una proprietà forte come quella del Parma, quando c'è un presidente che ha investito così tanto bisogna tenerselo stretto in questo calcio. Auguro al Parma di tornare presto dove merita: in Serie A". 

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