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Delta Rovigo - Parma 1913 0-3 | Febbre a quaranta: che tris per i crociati

Segnano Guazzo, Lauria e Baraye pertito dalla panchina. Parma compatto che non ha concesso nulla nel primo tempo. Soffre solo nella fase centrale della gara, quando la mediana del Delta ha preso coraggio, ma che bella prova di forza

Dal nostro inviato
Guglielmo Trupo

ROVIGO (RO) - Dodicesima vittoria, tre gol e tre punti contro un avversario tosto, festeggiamenti significativi a fine gara, segno che forse questa è stata una vittoria decisiva anche a livello psicologico. 40 punti in 16 giornate, 32 gol fatti e 4, solo 4 subiti per un Parma che vola e mette a tacere qualche critica aspra che gli è stata rivolta contro per un pareggio che aveva, francamente, fatto registrare un passo all’indietro nel gioco e nel risultato. Ci pensano Guazzo, Lauria e Baraye, entrato dalla panchina e andato a segno per l’ottava volta in stagione. Ci pensano Cacioli e Lucarelli che annullano il fantasma di Pera e stendono un attacco, quello del Delta, spuntato.

Stavolta l’uno-due di Guazzo è servito parecchio al Parma. Prima un gol di testa, poi il rigore procurato. Tutto in 5’. Non come il destro-sinistro di Carpi, quando con un atto pugilistico il bomber ha mandato al tappeto solo Biagini della Virtus Castelfranco, lasciando i suoi in dieci uomini e beccandosi ben tre turni di squalifica che hanno gravato parecchio sul suo inserimento in rosa. Messo alle strette dalla società, multato come giusto che fosse per il doppio pugno, Guazzo ha cambiato atteggiamento e si è messo a lavorare in maniera seria. Allenamenti supplementari per scendere di peso, per trovare una buona condizione e soprattutto per dare un senso alla sua stagione. Ebbene, con l’infortunio di Longobardi, dopo il forfait di Musetti, infortunato in partitella, Apolloni ha puntato tutto sul bomber che pronti via, rinunciando persino a Baraye e mettendogli alle spalle uno come Ciccio Corapi, impiegato sulla linea dei trequartisti come rifinitore. E Guazzo pronti via sembra continuare a non trovare l’incisività. Sciupa una buona occasione da posizione ottima quando cerca di superare Radikon con un pallonetto invece di fulminare Radikon con una saetta. Qualche mugugno dei tifosi che già pregustavano il vantaggio con un gol dell’uomo più discusso. Dopo 10’ però comincia la sua partita. Corre  esi danna per cercare la profondità, lasciando parecchio spazio d’azione a Corapi che gli sta dietro. Fa sponde ora per Lauria, ora per Ricci, cerca di rientrare a dare una mano e quando il Parma si difende si abbassa pure lui. La fase del primo pressing tocca a Corapi, che in fase di non possesso va a ripiegare a metà campo, un po’ per caratteristiche, un po’ perché Apolloni glielo ha chiesto. Con lui si stringono parecchio i terzini fino a formare un centrocampo a cinque che protegge la difesa e appena può cerca il lancio lungo per Guazzo che appena può cerca di far salire la squadra. Le transizioni offensive non funzionano alla perfezione, il 4-3-3 del Rovigo è molto corto, Pera resta spesso isolato davanti con Gattoni e Pradolin che occupano molto del loro tempo a prendersi cura di Lauria e Ricci. Densità e attenzione, reparti corti e giro palla, quando è possibile. Il Delta non butta mai via il pallone, si difende con ordine fino all’episodio che sblocca la gara. 27’, retropassaggio gestito male da Acku che si suicida mettendo il pallone in mano a Radjkon disturbato in maniera regolare da Corapi.

LE PAGELLE

Palla dalle partidi Guazzo che non deve fare altro che mettere in sacco l’1-0, ringraziare ed esultare. Magari non in maniera polemica, perché si porta la il dito verso la bocca intimando tutti al silenzio, poi sferra un calcio all’inferriata e vomita la sua frustrazione in una serie incomprensibile di bisbigli che hanno costretto Ricci a mettergli una mano sulla bocca. Un primo pugno che colpisce il Delta Rovigo, poi un secondo, al 33’, quando lo stesso Guazzo va a recuperare il pallone perso da Bussetto, aggira il portiere che lo atterra, si prende il rigore e lo lascia calciare a Lauria. Uno-due micidiale del Parma che mette all’angolo il Rovigo ma non lo finisce. Antonelli, nel secondo tempo, mette mano alla panchina da cui pesca De Grassi,  Baldrocco e Castellani (ex Empoli) per Acka, Zane e Gattoni. Ed è tutto un altro Delta perché si butta in avanti conquistando la mediana e pressando a tutto campo. Pera, poco assistito, ha due occasioni per rimettere in piedi la gara, ma le sciupa. Detto che non erano facilissime, due colpi di testa, il Delta resta in gara anche perché si fa temibile sugli esterni dove attacca con Baldrocco e Di Giovanni che nel frattempo si è sistemato sulla linea degli attaccanti, ingaggiando un paio di duelli con il non velocissimo Benassi che tiene bene in un ruolo non suo. Apolloni capisce che è tempo di forze fresche perché la battaglia è ben avviata ma non vinta. Fuori Ricci e Guazzo per Sereni e Baraye, che in sostanza non cambiano nulla sul piano tatico ma garantiscono più brillantezza e rapidità soprattutto nelle ripartenze perché il Parma si chiude e aspetta. E quando hai uno come Corapi che ti legge la giocata e Baraye che capisce prima le intenzioni del compagno, fai presto a stare tranquillo. Il terzo gol di Yves chiude la gara. Il Delta è alle corde per davvero, onore a loro per aver cercato in tutti i modi di riaprire la gara. L’attacco di Antonelli, che fino a qui ha messo a segno ben 30 gol, rimane all’asciutto anche per colpa della traversa colta da Catellani con un tiro di prima intenzione.

LA DIRETTA 

IL TABELLINO

Marcatori: 27' Guazzo (P), 33' Lauria su rig. (P), 82' Baraye (P)

deltarovigo-2-2DELTA ROVIGO (4-3-3): Radjkon; Acka (dal 46' De Grassi), Politti, Villagatti, Busetto;  Zane (dal 58' Baldrocco), Di Giovanni, Nigro; Pradolin, Pera, Gattoni (dal 68' Castellani). All: Antonelli

parma1913logo-2PARMA CALCIO 1913 (4-2-3-1): Zommers; Benassi, Cacioli, Lucarelli, Saporetti; Simonetti, Giorgino (dall'85 Rodriguez); Lauria, Corapi, Ricci (dal 50' Sereni); Guazzo (dal 68' Baraye). All: Apolloni

Arbitro: Somma di Castellammare

Ammoniti: Radjkon (D), Nigro (D), Giorgino (P)

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