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Fulvio Ceresini - foto D. Fornari

Fulvio Ceresini - foto D. Fornari

Ceresini gioca il derby: "E' sempre il momento giusto e io sto con Lucarelli"

L'ex numero uno del Parma: "La storia della maglia mi sembra una buffonata. D'Aversa è un ottimo allenatore, la squadra è la più forte della Lega Pro. Vinciamo noi"

"La partita contro la Reggiana non è una partita come le altre. La partita contro la Reggiana è la partita. In assoluto è sempre il momento giusto per affrontarla, si affronta sempre con uno spirito molto particolare, a prescindere dal momento che affronta la squadra, che vive l’avversario. Possiamo dire che è sempre il momento giusto per affrontare la Reggiana". Fulvio Ceresini di derby se ne intende. Avendoli vissuti da vicino, vivendone qualcuno che aveva un'altra posta in palio rispetto a quella che ci si contende oggi. Fulvio Ceresini ha forse avuto il merito di capire prima di tutti che le cose stavano prendendo una direzione opposta a quella che dirigenti, allenatore e squadra avevano sognato, programmato a tavolino. Ma nel calcio non tutte le cose vanno sempre a buon fine, per lo meno, non tutte seguono la direzione che gli dai o che cerchi di dargli. Arrivati a questo punto, a meno tredici dal Venezia, al Parma non resta che consolidare il secondo posto e pensare che non tutto sia perduto, vincendo il derby e sperando che, come all'andata, i tre punti diano una bella spinta per affrontare al meglio i Play off. E dal volto sereno e disteso di Ceresini si capisce quanta fiducia ci sia nella squadra per questo impegno che chiude un campionato e ne apre un altro. 

Ceresini, che partita si aspetta?

"La Reggiana non ha nulla da perdere perché ha ben consolidato il quinto posto, giocheranno un po’ più sgombri con la mente rispetto al Parma. Non hanno degli obiettivi. Noi, seppure effimero, ne abbiamo uno: il secondo posto. Che è vero, non cambierebbe tanto le carte in tavola. Arrivare secondi o terzi non vorrebbe dire molto, ma una partita in meno potrebbe voler dire tanto. Noi saremo un po’ condizionati ma credo che i valori tecnici tra le due squadre siano molto diversi. Il Parma è molto più forte della Reggiana, giocheremo e vinceremo".

Tredici punti dal Venezia sono tanti però...

"Mi aspettavo decisamente un andamento diverso, è vero. Ritengo il Parma la squadra più forte in assoluto, di tutta la Lega Pro. Quello che hanno fatto a gennaio è stato un ottimo lavoro dal punto di vista tecnico. Mi aspettavo, data la partenza del nuovo corso, di giocarmela fino all’ultima partita con il Venezia, sono un po’ deluso ma è una delusione che si attenua con il fatto che nel calcio non sempre vince la squadra più forte, ci sono mille componenti, quindi… . Devo dire che lo stravolgimento a metà campionato di un intero staff tecnico, dirigenziale e sportivo e del 50-60% della squadra sono cose che pesano e che possono creare dei problemi. A noi li hanno creati".

Dove ha sbagliato il Parma?

"Il mio giudizio su D’Aversa è positivissimo. Il tempo di lavoro è stato breve ma ho avuto molte referenze positive nel mondo del calcio. Tutte le persone, da allenatori a giocatori che hanno lavorato con lui, ai direttori sportivi: tutti hanno parlato molto bene di D'Aversa. IMG-20170204-WA0010-2-3-2Questa è tutta gente che di calcio ne capisce e per una certa fiducia che nutro nei loro confronti, oltre a quello che ho visto, sono convinto che sia un ottimo allenatore. Secondo me ha pagato un po’ di inesperienza perché è poco che allena. Si dice che l’esperienza sia la somma degli errori che uno ha commesso nella sua vita, lui avendone fatti pochi perché ha allenato poco, non era preparatissimo ad affrontare alcune situazioni. D'Aversa è un allenatore molto talebano, che ha le sue idee molto precise, un modo di gestire la squadra molto rigido, sempre sul pezzo, non molla nulla. Bisogna avere quell’esperienza che ti consente a volte di mollare qualcosa. Poi da fuori è tutto più facile, bisognerebbe stare dentro lo spogliatoio. Per il resto la squadra costruita in gennaio è forte e allenata da un ottimo professionista".

Derby che comunque arriva tra mille polemiche.

"Si riferisce alla storia della maglia?"

Anche.

"La storia della maglia la trovo una cosa abbastanza ridicola".

Come l'avrebbe gestita?

"Avrei fatto sapere alla Lega che il nostro capitano la maglia della Reggiana non se la mette. Non è questione di fair play. La maglia è simbolo di una società, non si può darla a tutti quelli che passano per strada. E’ simbolo di un gruppo e io credo che il capitano faccia bene a non mettersi la maglia. A me sembrano dei palliativi abbastanza ridicoli questi, non bisogna giustificare la presenza di una Lega inventandosi qualcosa. Per stemperare la tensione, la violenza e l’acredine che c'è nel mondo, facciamo che alle prossime elezioni politiche, durante il faccia a faccia con i candidati, Renzi entra con il simbolo del Movimento 5 Stelle, Grillo con quello del PD. Che senso ha? Sono delle str...te che si inventa gente che non ha nulla da fare. Sono cose che non servono a stemperare nulla, che non sarebbero sentite ma obbligate. Sono d’accordo che il capitano non metta la maglia della Reggiana".

Il momento non è dei migliori.

"Giudico il momento un disastro. Sono le cose peggiori queste per una squdra di calcio. Qua non ci facciamo mancare mai nulla, tutta questa serie di problemi, le scommesse, partite vendute, le voci sulla cessione di quote societarie. In un momento così importante, determinante, tutte queste cose sono destabilizzanti per la squadra. Sono meravigliato che siano usciti questi casini. La squadra ha bisogno di tranquillità, di non distrarsi. Qualcuna ce la creiamo, qualche altra ci arriva e per me è tutto negativo".

A proposito della società. Cosa pensa di questa possibilità di cessione delle quote?

"Mi dispiacerebbe perché abbiamo sempre sostenuto e accolto con grande soddisfazione l’avvento di persone importanti di Parma alla guida della squadra. Da un certo punto di vista mi dispiacerebbe".

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