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Desport, Nuovo Inizio e il futuro del Parma: i retroscena

Quello cinese è solo uno dei possibili scenari. Prende quota l'ipotesi che già dall'anno prossimo possa esserci un socio di maggioranza scelto tra i sette

Evidentemente il modello Parma piace parecchio. Se in quasi due anni dall’avvento di questa nuova proprietà la squadra dei sette soci è stata contatta in maniera ripetuta da imprenditori di spicco, manager del pallone e capi di aziende importanti, un motivo ci sarà. Se dentro ci mettiamo anche i millantatori (che sicuramente sono molti di più di potenziali acquirenti interessanti a investire per rilevare parte delle quote), beh, si raggiunge un numero decisamente alto.

La verità è che per la serietà del progetto e degli attori in gioco, il Parma fa gola a molti. Il fatto che in mezzo ci sia Barilla che è uno degli imprenditori più importanti al mondo, è segno esso stesso di serietà e significa garanzia per tanti altri che vorrebbero avvicinarsi a questo Nuovo Inizio.

E tra i gruppi interessati che si sono fatti vivi in questi mesi, sicuramente c'è anche la Desport, la società del magnate cinese Jiangh Lizhang, già proprietario del Granada, un discreto colosso dalle indiscrezioni che siamo riusciti a raccogliere. Anzi: il fatto che solo Suning sembra più potente e ricco in Oriente, per quanto riguarda i grandi proprietari che hanno voglia di investire nel calcio, la dice lunga. I contatti ci sono stati, le parti hanno abbozzato qualche ragionamento che potrebbe essere approfondito,  già da tanto tempo. Hernan Crespo, che di recente è diventato consulente della Desport, non dovrebbe figurare né come ‘mandante’ né come ‘esecutore’, dato che lui curerebbe la parte sportiva della società cinese e con il Parma non c'entra nulla. 

E soprattutto: non è detto che la Desport entri in società perché prima di un passo del genere, che sarebbe epocale per Parma, c’è comunque da valutare a ogni latitudine. Seppure in futuro la Desport (come qualunque società o gruppo) dovesse entrare con l’acquisizione di quote a fare parte del pacchetto di maggioranza, i sette soci parmigiani rimarrebbero dentro comunque. Forse non tutti,  ma la maggior parte di essi sarebbe pronta per rimanere dentro e avere poteri decisionali.

Sarebbe questo infatti il messaggio che Barilla e soci avrebbero fatto pervenire ai potenziali acquirenti. Che si sono fatti avanti ma che sono stati ‘classificati’ in base alla loro credibilità e disponibilità a mettere sul piatto idee e progetti interessanti, oltre che denaro vero. Perché qualche ‘Manenti’ c’è stato pure manon ha avuto molto seguito. I sette avrebbero chiarito che in futuro, per diversi anni, avrebbero veto totale su tradizione, stadio, gestione sportiva (incluso scelta di allenatore, direttore sportivo, dirigenti).

Al momento quindi, l’ingresso sulla scena di Desport appare solo come una possibilità. Quello che sembra è che probabilmente già dall'anno prossimo ci sarà un socio di maggioranza che potrebbe essere la Desport, oppure la presa di posizione di uno dei soci che acquisti il pacchetto di maggioranza e si metta alla testa della società. In ogni caso i sette soci sono già pronti a finanziare la prossima stagione, anche in caso di permanenza in Lega Pro. Il Parma, insomma, può dormire sonni tranquilli.

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