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Federico Dimarco - foto Ansa

Federico Dimarco - foto Ansa

Dimarco, l'interista che si è preso San Siro. E il Parma

Il terzino, in arrivo dal Sion ma di proprietà dell'Inter, si è preso la scena con un gol da cineteca alla Scala del calcio. Subentrato a Gobbi, ha cambiato la partita

Se qualcuno a metà settimana lo avesse detto a Roberto D'Aversa, lui da scaramantico qual è sarebbe esploso in una risata che nascondeva qualche mezza imprecazione. Se gli avessero detto che la sua prima vittoria in Serie A portava la firma di Dimarco, beh, sicuramente avrebbe voltato le spalle all'interlocutore e sarebbe andato via, probabilmente stizzito per la presa in giro. Eppure è andata così: i primi tre punti da allenatore tra i grandi, D'Aversa li ha scuciti a un'Inter lenta e imprecisa, che è caduta nella tela tessuta dal tecnico nato a Stoccarda ed è stata abbattuta dal missile terra-aria scagliato dal mancino di Federico Dimarco, uno che con l'Inter ci è nato e cresciuto. Napoleone spesso andava dicendo che un generale fortunato è meglio di un generale bravo. E D'Aversa, bravo e fortunato, somiglia per ora tanto a quel generale che Bonaparte si vantava di avere nel suo esercito. Bravo a chiudere e a imbrigliare l'Inter ostruendo ai nerazzurri le vie centrali, costringendoli ad attaccare la profondità lateralmente e a servirsi di cross che per Gagliolo e Bruno risultavano assai leggibili. Fortunato quando si è visto salvare sulla linea due gol fatti. 

Senza Icardi e con Keita davanti, il tridente nerazzurro supportato da Nainggolan è risultato essere una brutta copia di quello che spesso siamo abituati a contemplare. festa-ansa-2E il gioco, con le linee di passaggio chiuse e i ranghi ben serrati pronti a compattarsi in fase di non possesso e a scatenarsi in contropiede, ha finito per favorire il Parma che si è difeso con ordine, ha pregato che la palla non entrasse e ha tirato un sospiro di sollievo portando le braccia al cielo quando Manganiello ha fischiato tre volte, esaltando il sugello di Dimarco, uno strale partito da lontanissimo e infilatosi alle spalle di Handanovic che - dentro di sè - deve essersi pure spellato le mani per applaudire un sinistro preciso e potente, secco, calciato da 30 metri. La settimana da Dio di Federico da Milano, tifoso dell'Inter e di proprietà dei nerazzurri, è cominciata una quindicina di giorni fa, quando Gigi Di Biagio, allenatore dell'Italia Under 21, ha bussato alla porta di Roberto D'Aversa per chiedere info sul terzino sinistro, fino ad ora abbastanza ai margini di un progetto che non lo contemplava tantissimo. Il tecnico crociato però, non ha frenato certo la sponsorizzazione di Dimarco, anzi: na ha tessuto le lodi e lui, contro l'Albania, si è fatto trovare pronto con un gol che in confronto a quello di sabato a San Siro contro l'Inter fa solo da contorno.

"Ho segnato alla mia squadra del cuore, un po' mi dispiace" ha detto in zona mista dopo la partita, quando ha fatto il giro delle tv per incassare i complimenti che D'Aversa e i compagni gli avevano fatto nello spogliatoio di San Siro, dove Federico da Milano ci è arrivato quasi da predestinato. L'esordio con l'Inter in Europa League a 17 anni contro il Qarabag, i quattro gol nel 2016 nell'Europeo Under 19, l'Empoli con Martusciello (secondo di Spalletti) e la retrocessione, il viaggio in Svizzera al Sion e i guai fisici fino al riscatto dell'Inter che con 7 milioni lo ha riportato indietro e spedito a Parma a giocare con continuità, come faceva nelle giovanili nerazzurre quando veniva considerato un ragazzo prodigio. dimarco-ansa (2)-3Con un sinistro limpido, da paura. Pulito, secco, potente, dolce, il mancino di Federico da Milano è di quelli rari. Roberto D'Aversa ne è rimasto affascinato. Lo sfida - alla fine di ogni allenamento - a calci piazzati e a 'chi perde paga' che spesso fa 'piangere' D'Aversa. Una boutade che va avanti dal ritiro di Prato allo Stelvio, dove Dimarco non aveva cominciato benissimo e l'arrivo di Gobbi lo aveva costretto a stare fuori. Adesso, con la sventola di San Siro, pare aver svegliato tutti. In una settimana due gol: uno in Nazionale, uno - il primo in A - a San Siro contro l'Inter abituata a esaltare quasi tutti. E tra un mese avrà un figlio. Non svegliatelo, Dimarco... .

Credits Photo - Ansa

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