Venerdì, 25 Giugno 2021
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E' ancora Scozzarella il cervello del Parma

Il casting, così come lo ha chiamato Liverani, sembra terminato. Tocca ancora al giocatore veneto proteggere la difesa e innescare le punte

Matteo Scozzarella - Foto Ansa

Nel calcio dei Golia, c’è tanto spazio anche per i Davide. Le menti fine riescono ancora ad elaborare le congetture del pallone, a discapito del fisico modesto. A causa del quale, nell’era dell’atletismo esagerato, il pensiero rischia di passare in secondo piano. Probabilmente non in mezzo al campo, il reparto pensante di ogni squadra. Nel quale si vincono le partite, come si diceva una volta. Principio che vale ancora. Chiedete a Liverani, uno che di pensiero se ne intende parecchio. L’allenatore del Parma è stato uno dei centrocampisti con più qualità a cavallo degli anni 2000, una testa pensante che ha fatto le fortune del Perugia di Cosmi, della Lazio pre-lotitiana e della Fiorentina, tra le altre.

Da allenatore sta cercando di trasferire ai suoi ragazzi – prima a Lecce, poi con qualche difficoltà a Parma – i cardini della sua filosofia che passa attraverso concetti nuovi. Concetti che sembra aver recepito bene Matteo Scozzarella, uno di quei giocatori che sanno dare del tu al pallone, proprio di quelli che piacciono a Liverani, che dopo nove giornate sembra aver trovato la quadra al suo cerchio. Merito anche di gente come Scozzarella, lunedì dopo un’ora abbondante toccato duro da un avversario, una botta che gli ha impedito di portare a termine la partita, nella quale si è vista la sua mano. Anzi, il suo pensiero. E non può certo essere un caso che la squadra abbia mostrato maggiore equilibrio, movimenti collaudati in avanti, nelle scalate all’indietro, nel pressing.

Con e senza palla, il Parma ha girato meglio: apparsa più coordinata, concreta. Compatta. Anche grazie alle intuizioni del numero 5, schierato davanti alla difesa dopo un periodo trascorso fuori dai radar. Non giocava titolare dal 12 luglio, dal derby contro il Bologna. Ha abbandonato la contesa prima del tempo, come spesso è accaduto in questi mesi. Dopo il lavoro di recupero ha superato indenne il cambio di gestione del Parma e ha messo a disposizione di Liverani la sua sapienza tattica, a servizio della squadra che gli ha riconosciuto più di tutte le qualità. Dal 2017 veste crociato, è il giocatore più longevo del nuovo corso, da più tempo presente in campo dalla rinascita (l’altro è Ricci, ma gli mancano Serie B e Serie A), lunedì ha debuttato in Serie A dopo aver smaltito i problemi fisici.

Cyprien è fermo da marzo, a causa del lockdown che ha paralizzato la Francia, Sohm è ancora acerbo e malgrado abbia le spalle larghe, ha dimostrato di non poter supportare il peso del Parma, Hernani pensa rapido ma agisce lentamente, Brugman misteriosamente ha perso posizioni nel gradimento dell’allenatore. Il casting per il ruolo di play per ora vede avvantaggiato Scozzarella, l’unico in grado di affermare il peso specifico dei suoi pensieri traducendoli in azione, sostanza. Della quale beneficia il Parma. Infortuni permettendo, si può dire che Liverani abbia trovato il play capace di sostenere le sue idee e veicolare il suo calcio. Quello che al tempo dei golia non può fare a meno dei Davide.

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