Martedì, 28 Settembre 2021
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E' il Parma più brutto: in nove mesi un salto nel vuoto

Dal 2 agosto con in tasca il nono posto all' ultima partita contro il Lecce, alla Serie B. Un traguardo inaspettato, segnato da sconfitte e rimonte. E D'Aversa ha fatto peggio di Liverani

Dall’undicesimo (o nono, in coabitazione con Fiorentina e Verona) all’ultimo posto in poco più di nove mesi. Ci sono voluti 287 giorni per rovinare una creatura che al 2 agosto dell’anno scorso ha chiuso la stagione tra lo stupore generale di una classifica che ai blocchi era quasi impensabile immaginare. La stessa situazione di stupore si avverte oggi, con il Parma che è rimasto impantanato nel suo terrore, lasciando persino la penultima posizione in cui era fermo da un po’ di mesi. A una giornata dalla fine, la squadra di Roberto D’Aversa è ultima in classifica, con due punti in meno rispetto al Crotone, che ha battuto i crociati sia all’andata che al ritorno.

E forse anche questo porta a pensare che si tratti di retrocessione meritata, quasi cercata, voluta a leggere i numeri. Impietosi. Fatti di rimonte e sconfitte sonore. Otto di fila, il Parma l’ultimo punto l’ha fatto a ridosso di Pasqua, contro il Benevento. In tutto il numero delle partite perse sale a 23, con una partita ancora da giocare. Nell’anno del fallimento, il peggiore della storia recente del Parma, sono state 24, nel 2008, culminato con la retrocessione, 18, cinque in meno. E i record negativi non finiscono qui di certo: la seconda peggior difesa del campionato, arrivata a subire 81 gol con una partita ancora da giocare, fa il paio con il peggior attacco (assieme al Benevento).

Nel 2015, quando la squadra è fallita travolta dall’onda alta dei debiti, i gol subiti erano stati 75.  Diciannove i punti, a causa dei 7 di penalità per il mancato pagamento degli stipendi. Sul campo restano comunque di più rispetto ai venti di questa stagione ancora in corso, sintomo del fatto che la squadra aveva trovato la compattezza andando oltre i limiti tecnici palesi, racchiusi in una rosa che ha subito vessazioni di ogni tipo. La compattezza, lo spirito mancato probabilmente in questo anno drammatico, sportivamente parlando. Un’unità rivendicata anche da Alessandro Lucarelli, oggi nelle vesti di vice direttore sportivo, che su Facebook si è lasciato andare, postando un video del giro d’onore dell’ultima partita al Tardini, nel 2015. “Quando retrocedi con dignità la gente risponde così” con riferimento agli applausi rivolti dal pubblico a quella squadra. Che ha dato - secondo Lucarelli - tutto.

Evidentemente questa non ha dato tutto, a leggere le parole dell’ex capitano crociato. Un rimprovero neanche tanto velato a un gruppo di calciatori che hanno cercato di spronare in tutti i modi, presi di mira dai tifosi che prima della partita contro il Sassuolo si sono rivolti a muso duro contro squadra e direttore sportivo, includendo nel novero dei colpevoli anche l’allenatore. “Piazza pulita”, c’era scritto sui volantini consegnati ai calciatori sul pullman, invitati a scendere dopo che per primo era sceso proprio Roberto D’Aversa per incassare il malcontento e andare faccia a faccia con le responsabilità.

Proprio D’Aversa, che ha preso la squadra al quartultimo posto, fuori dalla zona retrocessione, per ritrovarla a una gara dalla fine, ultima. Nel giro di 20 partite, il tecnico ha racimolato solo 8 punti, pochi per tentare un’impresa che era difficile in partenza, diventata impossibile giornata dopo giornata. D’Aversa, accolto come il solo a poter salvare la carovana, ha fatto peggio di Fabio Liverani, che in 16 partite di punti ne aveva totalizzati 12. Anche questa la dice lunga su una stagione disgraziata, che prevede la fine di un ciclo e l’inizio di un nuovo percorso.

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