ESCLUSIVA | Iacoponi, il guerriero crociato: "Io, D'Aversa, Faggiano e il Parma"

"Non avrei mai immaginato il primo gol in Serie A così, di sinistro, in un derby"

Simone Iacoponi - foto Ansa

Un antico proverbio cinese dice che c’è un tempo per pescare, un altro per raccogliere le reti. Un uomo di mare come Simone Iacoponi, che ama la pesca fino al punto di trasformarla in hobby - una passione che il padre (un tempo portiere) gli ha saputo inculcare nei giorni di vacanza al campeggio e al mare, quando Simone era un giovanotto incuriosito dalla pesca – sa che quando il mare è gonfio bisogna prendere il più possibile. Come sta facendo lui, in uno dei migliori periodi della sua carriera. Uno come Iacoponi, un uomo di mare, sa che nella vita, anche e soprattutto in quella dei pescatori, ci sono momenti di passaggio e di trasformazione che vale la pena vivere, soprattutto se hanno presupposto giorni di sofferenza. Di stenti e di sacrifici. Di lavoro. L’unico grazie al quale poi riesci a godere dei frutti nati da una lunga semina. Filino – come lo chiamavano un tempo per l’esile corporatura – è diventato oggi Cemento armato e gioca da 51 partite consecutive: “Sto vivendo un gran momentodice a ParmaToday.it. C’è grande soddisfazione, mi sono preso tante rivincite personali, ero partito in A poi in C1 e C2, ho fatto la Serie B, un po’ di Serie C. Fare questa scalata e rimanere in questo, giocando molto tra l’altro, mi regala un sacco di gioia. Ho saltato solo due partite da quando sono qui (gennaio 2017). Sono stato ripagato di tutti i sacrifici che ho fatto, questo vuol dire che lavorando in maniera costante si ottengono risultati inaspettati. Se quattro anni fa mi avessero detto che sarei arrivato in Serie A, beh, mi sarebbe sembrato impossibile. Ma ho lavorato per ottenere risultati importanti. Senza mai pensare con ossessione al massimo”.

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Che rapporto ha con D’Aversa?

Dicono tutti che io sia suo figlio (ride ndc), ma posso garantirvi che non sono mai andato con lui a cena. Ho un buon rapporto, direi un ottimo rapporto. C’è stima reciproca e fiducia. La cosa forse più importante è che lui abbia creduto in me, mi ha ritagliato questo ruolo che esalta le mie caratteristiche, quello di difensore centrale: altri allenatori lo hanno fatto per necessità, lui no. Ci ha creduto”.

Ogni tanto ringrazia Faggiano per averla portato qui?

“È stata una trattativa molto veloce, è successo tutto negli ultimi due giorni. Tra il 30 e il 31 gennaio. Non ho perso tempo a dire sì. Da parte mia c’è stata subito una grande convinzione nell’accettare la proposta del Parma, anche se sapevo di scendere di categoria. Non ho avuto mai dubbi, sapevo che c’era un progetto importante”.

Come se lo immaginava il primo gol in Serie A?

“Sicuramente non così. Me lo immaginavo su una palla inattiva, magari di testa. Sicuramente non di sinistro su azione in un derby a Bologna. Sarebbe stato tutto più bello se avessimo vinto, ma la partita l’avete vista tutti, quindi c’è poco da dire. Cercheremo di riportare la rabbia per i mancati due punti contro il Bologna al Tardini, contro il Milan”.

Come si è avvicinato al calcio?

“Penso di esserci nato. Mio padre faceva il portiere, sono nato con il pallone, ho cominciato a giocare a 5 anni, andavo a dormire con la palla quando ero piccolo e con la figurina di Cannavaro. Era lui il mio idolo, quando giocava nel Parma. Era un difensore centrale e non altissimo, io sognavo di fare quel ruolo, sognavo di imitarlo e di marcare gente forte”.

Come CR7, Lukaku, Dzeko. Non ha tremato davanti a questi giocatori.

Il segreto non esiste. Puoi anticiparli, studiarli, sapere quali sono le armi migliori di questi giocatori per limitarli. Cercare di individuare i loro punti di forza per non farti fregare”.

Sembra che questo Parma sia cresciuto in tutto e per tutto. Il segreto?

“L’anno scorso al primo anno di Serie A non era facile giocare per una squadra come il Parma. Prendendo i singoli: per nessuno è facile confermarsi in una categoria più alta. Ci siamo salvati facendo bene. Il fatto di poter giocare poi il secondo anno, di amalgamarti, di conoscerti ancora meglio, di vivere giorno per giorno lo spogliatoio beh, quello ci ha sicuramente aiutato. Ognuno di noi è più convinto di quello che fa”.

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Chi tra i suoi compagni non vorrebbe mai affrontare?

“Io sono un difensore, posso dirle – in base alle mie caratteristiche – che avrei difficoltà con Gervinho, Inglese, Kulusevski. Ma per fortuna giocano con me”.

Come è cambiata la sua vita ora che è diventato padre?

“Veder crescere tua figlia è la cosa più bella del mondo. Non ho più tempo libero, dopo l’allenamento al campo comincia il lavoro da padre. Vado a a casa e sto dietro alla bambina, le cose da fare a casa sono molte. Ma è la gioia più grande”.

Come si prepara la sfida con il Milan?

“Si prepara come abbiamo preparato quelle con Roma e Bologna.  Ci deve essere in noi tranquillità  e convinzione. Sappiamo che il Milan è una squadra molto forte anche se sta vivendo un periodo di difficoltà, ma abbiamo massimo rispetto per una delle squadre che ha fatto la storia del calcio”.

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