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ESCLUSIVA - Veron, cuore Parma: "Spero si salvi, sono legato a quei colori"

Il doppio ex gioca Parma-Lazio con ParmaToday.it: "Sono stato due mesi fa in città: ho tanti amici. Complimenti a D'Aversa"

"Sono stato a Parma due o tre mesi fa, lì ho tanti amici. Sa che tengo molto alla squadra e ai tifosi, pur avendoci giocato solo un anno. E' stata una stagione straordinaria quella. Ma vi ricordate che squadra avevamo? Fortissima". Quella che guida Roberto D'Aversa attualmente è meno forte, ma può dire la sua; non ha tanti campioni come quella in cui giocava Juan Sebastian Veron, la Brujita che nel calcio italiano ha lasciato il segno. Adesso, a 41 anni, qualche partita la fa ancora, a La Plata lo chiamano tutti presidente, anche quando si rimette gli scarpini, perché dopo aver lasciato il calcio con la maglia dell'Estudiantes, è rimasto alla guida dei Pincharratas fino a diventarne il numero uno. Il tocco è rimasto gentile, felpato, delicato. Ma le occasioni sono poche per mostrarlo perché a vita del dirigente è impegnativa, forse anche più vorticosa rispetto a quella di un calciatore. Ma Veron trova comunque il tempo di seguire il calcio italiano, almeno nei risultati. "Mi interessa molto - dice a ParmaToday.it -. Purtroppo non riesco a guardare le partite, ma mi interesso dei finali. E devo dirle che questo Parma mi ha impressionato".

Dica la verità: non se lo aspettava neanche lei.

"No, sono sincero. Ha cominciato benissimo, ho visto che sta facendo cose ottime. Piano piano la squadra va trovando fiducia, vincere aiuta a vincere e a conoscersi meglio. E il gruppo sembra unito. Senza gruppo non vai da nessuna parte". 

Come giudica il lavoro di D'Aversa?

"Non conosco molto bene D'Aversa, solo il tempo ci dirà che lavoro ha fatto. Se devo giudicare questi due anni, beh, che devo dire? Uno che vince due campionati ha fatto sicuramente un buon lavoro (ride ndc)".

Chi l'ha impressionata di più?

"Il gruppo. E non è una frase fatta, mi creda. Da quel poco che ho visto credo che la squadra sia unita e se si continua così in fondo ci arrivi".

Lei ha giocato con entrambe le maglie. E' un po' la sua partita.

"Possiamo dire che lo è. Ho vinto con tutte e due le squadre i primi trofei in Italia. Con il Parma avevamo uno squadrone, mi sono trovato benissimo lì. Nonostante abbia trascorso solo un anno in gialloblù, beh, posso dire che è stato fantastico, intenso, con un grande gruppo. Ci è mancato solo lo scudetto. Lo volevamo, potevamo dire la nostra quell'anno perché eravamo forti. Ma ci è mancata la continuità e qualche risultato. Cosa che invece abbiamo mostrato nelle Coppe. Con la Lazio abbiamo vinto lo Scudetto, è stata un'annata straordinaria. Il secondo anno invece, dopo un inizio un po' così, pieno di alti e bassi, abbiamo fatto fatica a raggiungere la Roma. Ma abbiamo fatto un bel calcio. In entrambe le piazze sono stato benissimo, ho incontrato  ragazzi straordinari, posso solo parlare bene. Dai magazzinieri, ai dirigenti. E poi ho avuto tifosi favolosi".

Chi vince?

"Che le devo dire? Spero lo spettacolo prima di tutto. Io sono legato ad entrambe le piazze. Spero ne venga fuori una partita spettacolare e bella. Tengo molto al Parma, ci sono stato due mesi fa e sono stato benissimo".

Che partita immagina?

"Due squadre che arrivano in forma all'appuntamento possono dare spettacolo per davvero. la Lazio è una squadra che l'anno scorso ha mancato la Champions per poco, che ha perso il derby, una partita a sè, difficile. Si è ripresa con personalità. Il Parma ha cominciato benissimo, sarà dura per i biancocelesti. Loro si chiuderanno, immagino una partita tosta, molto tattica".

Con questa squadra, il Parma può salvarsi?

"Il Parma deve mantenere, se può, la continuità, sapendo che sulla strada di sicuro troverà momenti di calo e di difficoltà. Un cammino complicato ma che si può affrontare. Ripeto: tengo molto al Parma, ho tanti amici lì, spero che possa mantenere la Serie A".

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