Fase due, il Parma è pronto: ok per le visite mediche, richiamati i calciatori all'estero

Entro venerdì Gervinho e compagni saranno in città per osservare la fase di isolamento

Chi si aspettava notizie certe dopo l’incontro in video conferenza tra i ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e le componenti della Figc è rimasto a bocca asciutta. Eppure qualche buona sensazione dall’incontro trapela: la certezza è che non ci sono date fissate per la cosiddetta fase due del pallone italiano che è ancora in mezzo al guado dell’incertezza. E procede senza aver tracciato una strada da seguire. O se c’è, questa strada non è stata ancora indicata dal Governo che dovrà farsi carico di una decisione, in un senso o nell’altro. E se Gravina – dopo aver stilato il protocollo da seguire con l’aiuto dei medici - non vorrà passare per chi ha cambiato (in negativo) i connotati del calcio, terza industria del Paese e con un’incidenza importante all’interno dell’economia dell’Italia (si pensi che il fatturato diretto generato dal settore calcio è stimabile in 4,7 miliardi di euro e che ben il 12% del Pil del calcio mondiale viene prodotto da noi) toccherà ai politici assumersi questa responsabilità e chiudere (o aprire, questo è il dilemma di chi scivola quando deve prendersi responsabilità) il mondo del pallone.

Resta in piedi l’ipotesi del 4 maggio come possibile data per una ripartenza graduale e allenamenti individuali, probabile che slitti, così come quella che segna la ripresa a gruppi, indicata secondo indiscrezioni nel 18 maggio. In assenza di date certe fissate dal Governo, il Parma sta comunque lavorando per farsi trovare pronto in occasione della data designata. Il traguardo del 4 maggio non è certo, ma se dovesse formalizzarsi come data per la ripartenza il club sarebbe eventualmente preparato per avviare la sua personale fase due. A Collecchio si lavora da tempo per allestire il ritiro: il centro sportivo è stato completamente sanificato, sono state approntate tutte le procedure di messa in sicurezza richiesti dalla Federazione nel protocollo stilato con i medici sportivi. Il club per questa evenienza si troverebbe avvantaggiato, dato che queste procedure le ha attuate in tempi non sospetti. Sanificazione degli spazi, distanziamento sociale, dispositivi di protezione, ristorante con posti distanziati, temperatura controllata all’entrata e all’uscita dal centro sportivo, isolamento degli atleti. Tutte situazioni sperimentate con successo prima.

Lo staff medico, coordinato da Giulio Pasta, starebbe provvedendo per l’allestimento delle visite mediche a Collecchio, mentre il club ha già richiamato i giocatori che hanno lasciato l’Italia per raggiungere le proprie famiglie. E tutti entro venerdì, da Gervinho a Kulusevski, passando per Hernani e Kucka e tutti gli altri saranno a Parma per sostenere il loro periodo di isolamento previsto. Due settimane canoniche di ‘quarantena’ prima di riprendere. La volontà del club è quella di farsi trovare pronti in caso si dovesse ripartire il 4 maggio. Ogni decisione spetta al Governo, ma il Parma è eventualmente pronto ad ottemperare alle richieste fatte per riprendere nel modo giusto. E in totale sicurezza.

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