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Gervinho - Foto Ansa

Gervinho - Foto Ansa

Gervinho e il Parma, sarà addio: ma prima c'è l'ultima impresa

A prescindere dall'esito della stagione, per l'ivoriano potrebbero essere le ultime apparizioni in maglia crociata. Intanto si lavora per portarlo al top della condizione

Provare a salvare il Parma e dirsi addio. E’ questo il patto stretto tra Gervinho e il club di Krause, che ha apprezzato intanto il ritorno dell’ivoriano anzitempo a Collecchio dal giro delle Nazionali, per curarsi e provare a recuperare una condizione fisica che garantisca lo sprint da qui a fine campionato. Mancano dieci partite, Gervinho potrebbe tornare a essere decisivo. E’ quello che spera Roberto D’Aversa, che da quando è tornato lo ha avuto a disposizione solo sette volte.  Tra le altre cose, l’assenza ingiustificata di Gervinho si è fatta sentire parecchio in questa stagione, influendo in modo negativo sul rendimento di una squadra che nelle due precedenti annate aveva fatto parecchio affidamento sulla sua corsa. Il suo contratto scade nel giugno del 2022, ma senza aspettare il decorso federale, il Parma e Gervinho potrebbero dirsi addio molto prima, già a fine stagione, per risparmiare anche un ingaggio che è sui 1,5 milioni più bonus.

In fondo è quello che ha sempre voluto Kyle Krause: ringiovanire la rosa e abbattere il monte ingaggi, già durante la finestra estivo-autunnale del mercato, passando dalla vendita dei suoi pezzi migliori, a fronte di offerte importanti. Peccato che quelle pervenute (pochissime) che è stato un po’ il simbolo del Parma negli anni scorsi, non abbiano soddisfatto le richieste del club, che si aspettava molto di più da un giocatore come Gervinho. Il cui costo si è dimezzato, al netto delle prestazioni offerte sul campo. Dai 7 milioni di euro richiesti dal Parma a inizio mercato (il Benevento è stata la squadra che ha mostrato maggiore interesse, ma non è mai arrivata a formulare un’offerta convincente), secondo il sito transermarkt.it, l’ivoriano oggi ne vale 2,5.

La sua decrescita si spiega soprattutto con i numeri: in 19 partite, Gervinho ha messo a segno solo quattro gol (due doppiette, rifilate a Inter e Genoa), impreziosite con un assist. Un po’ poco, se a questi numeri si abbinano le prestazioni senza nerbo di un calciatore che con Liverani non ha mai inciso, non trovando il modo di farlo neanche dal ritorno di D’Aversa in avanti, l’allenatore che più ne ha valorizzato le caratteristiche, esaltando la sua tecnica di base. Con l’allenatore abruzzese in panchina, Gervinho ha raggiunto il suo record di gol in Serie A. Sono 11 in 30 partite, nella stagione 2018/2019, quella del ritorno del Parma in A. Con Garcia alla Roma il massimo delle reti era stato 9 in 33 gare (2013/2014), mentre il record assoluto di marcature l’ivoriano l’ha raggiunto con il Lille: 15 gol nel 2010/2011, in 35 partite. La storia non si è ripetuta, Gervinho sembra essere arrivato al capolinea della sua avventura al Parma (ci aveva provato anche nel gennaio del 2020, ma l’Al-Saad inviò le carte in ritardo, mentre lui era sparito per tre giorni), ma prima di salutarsi, ci sarebbe da compiere un’impresa. Un’altra.

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