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Parma, a Gubbio idee e concetti. E anche qualche rimpianto...

Intanto Giorgino ha riportato una lesione di secondo grado del legamento collaterale mediale destro. Per lui stagione finita

Il Parma ritrova il sorriso e nello stesso tempo vede aumentare anche i rimpianti. Non tanto per come è andata a finire al Penzo, dove il Venezia di Inzaghi ha pareggiato contro il Santarcangelo, ma per quanti punti i crociati hanno perso per strada nel giro di tre partite. Il rischio di allontanarsi dalla vetta, concretizzatosi poi nel giro di qualche settimana, ha consumato il Parma proiettatosi disperatamente verso quel limite che poi non ha superato. Domenica al Barbetti di Gubbio la squadra di D’Aversa è stata più libera mentalmente e si è visto perché ha ritrovato convinzioni e giocate di un tempo, compattezza e cattiveria.

Senza strafare, per carità, ma in maniera composta ha raggiunto l’obiettivo. Una partita comandata dopo uno slancio prepotente di un Gubbio che in due gare ha incassato la bellezza di dieci gol e che doveva riscattare davanti al suo pubblico la disfatta di Teramo. Niente da fare per la squadra di Magi che si è arresa davanti alla qualità di un Parma superiore dal punto di vista tecnico, che ha cominciato giocando con fame e voglia di vincere per tornare a riscoprire il sapore dei tre punti che mancava da tre partite. Quelle tre partite che hanno rischiato di rovinare tutto e inclinare il lavoro di Roberto D’Aversa che pure sembrava essersi perso nella mancanza di convinzioni venute meno in tre settimane. A Gubbio c’era da riassaporare alcuni sensazioni, rivedere movimenti e giocate collaudate, c’era da riscoprire il 4-3-3 e la posizione di Gigi Scaglia più pronto da terzino che da ala. “Nella sua testa – ha detto D’Aversa in conferenza stampa – lui è convinto di essere un esterno sinistro che deve giocare a destra a piede invertito, ma la sua forza è quella della duttilità.  Lui può giocare in più ruoli e quando abbiamo scelto Gigi lo abbiamo fatto anche per la duttilità”. Ha risposto bene Scaglia, è stato uno dei migliori in campo: facilità di corsa, buon calcio e precisione nel mancino. Può diventare letale se trova spazio e incidere in maniera particolare anche sull’andamento della partita.

Se impara a essere più concentrato può essere davvero una bella risorsa. E con lui trova beneficio anche Yves Baraye che domenica è un po’ sparito dalla partita ma è riuscito a essere decisivo in almeno due dei quattro gol. Il primo e il secondo, dando prima a Calaiò un pallone invitante e poi spizzando con la testa il cross di Scaglia. Lo ha corretto per Nocciolini (giunto al decimo gol in stagione, il nono fuori casa), spianando la strada verso la vittoria. Con il campionato già deciso e solo in parte recuperabile non resta che prepararsi nell’ottica dei play off e cercare di arrivare fino in fondo a quel campionato. A tutti i costi: intanto Giorgino si è procurato una lesione di secondo grado del legamento collaterale mediale destro e nei prossimi giorni sarà sottoposto ad accertamenti strumentali e inizierà le terapie del caso, seguito dallo staff medico e sanitario del club, per recuperare dall’infortunio.

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