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Roberto D'Aversa - foto Ansa

Roberto D'Aversa - foto Ansa

Vigilia contro l'Hellas, D'Aversa: "Come se fosse una finale, Pellè non ci sarà"

Il tecnico del Parma in conferenza stampa: "Cornelius è stato fermo tre giorni, può partire dall'inizio ma valuteremo fino alla fine, va ragionato sul minutaggio per rischio infortuni"

"Credo alla salvezza, ci credo al 100%. Sono tornato per questo". Roberto D'Aversa è carico, vorrebbe che lo fossero anche i suoi giocatori: "Quando giocavo in partite importanti ero pericoloso, non vorrei che i miei giocatori facessero quello che avrei fatto io. Quella cattiveria, determinazione, voglia di ragionare su morte tua vita mia. Nella vita bisogna avere fame, deve esserci l'ambizione di arrivare. Noi domani dobbiamo fare tre punti, a prescindere da chi abbiamo davanti". Il Bologna deve essere alle spalle, per punteggio e prestazione. "La settimana scorsa sotto l'aspetto degli allenamenti è andata bene, i ragazzi si sono allenati. Il risultato è stato diverso da quanto ci aspettavamo nel derby, dobbiamo riscattare la prestazione in una partita non semplice. L'Hellas è una squadra organizzata, gioca uomo su uomo, dobbiamo essere pronti fisicamente e mentalmente". Non ci sarà Graziano Pellè, "non si è allenato e si è fermato stamani - dice Roberto D'Aversa in conferenza - in quel ruolo devo valutare chi far partire. Cornelius è stato fermo tre giorni, può partire dall'inizio ma valuteremo fino alla fine, va ragionato sul minutaggio per rischio infortuni. E' un aspetto da considerare". 

Intanto sono arrivate anche delle rassicurazioni dall'Iowa, da Kyle Krause in persona, che ieri durante la conferenza stampa ha ribadito la fiducia al tecnico: "Da parte nostra è un privilegio - spiega D'Aversa - avere questo presidente che trasmette fiducia ed entusiasmo, importante per il club e il mio staff. Lo trasmette con pacatezza. E' importante, ha detto che entreranno altre figure e vuole migliorare casa nostra, abbiamo un presidente che ha investito di più, dobbiamo essere bravi noi. Il futuro non mi preoccupa, Parma può avere un futuro ottimo e noi pensiamo al presente, dobbiamo preservare una categoria fondamentale. Mancano tante partite ma domani va affrontata come una finale, così come le altre. Il campionato non finisce domani, ma noi non possiamo dipendere dagli altri ma dal nostro percorso. Domani dobbiamo andare a Verona senza alibi. Oggi pomeriggio dobbiamo pensare che domani andremo a fare una finale, punto".

Sui possibili cambiamenti tattici e sul modo di giocare e interpretare le gare, il tecnico avverte: "Voi sapete che le statistiche del possesso mi interessano poco. Noi abbiamo fatto un calcio verticale per fare gol velocemente, nell'ultima partita non c'è stata prestazione. Sin dall'inizio siamo venuti meno in tutto. I ragazzi stanno cercando di fare ciò che chiedo, ma è fondamentale capire se le cose le facciamo con convinzione. Abbiamo perso un po' quel DNA che ci ha caratterizzato in questi anni, quello successo fino a che non c'ero non mi interessa, dobbiamo ritrovare quello spirito che ci ha contraddistinto in questi anni. Con lavoro, intensità, senza differenziare il gruppo, tutti siamo importanti per il raggiungimento degli obiettivi". Ieri i tifosi si sono recati a Collecchio, una quarantina di rappresentanti del tifo organizzato ha deciso di incitare i calciatori del Parma. Nel rispetto del protocollo federale, non sono entrati al Centro Sportivo. Sono rimasti fuori davanti al cancello chiuso.

Hanno parlato con il tecnico, un confronto civile, al quale hanno preso parte anche il direttore sportivo Marcello Carli e il vice Alessandro Lucarelli. Impegno e sacrificio, rispetto per la maglia. Questi i concetti ribaditi, con un passaggio chiave: potrebbe essere l'ultima occasione per riaccendere la speranza salvezza. Non c'è più spazio per le parole, serve far parlare i fatti. "Si è ripartiti dalla Serie D - dice D'Aversa in conferenza stampa - quattro anni fa e non è passato tanto tempo. Il confronto è stato sereno, ci hanno chiesto di onorare la maglia. Credo che ognuno di noi, a prescindere, debba dare il massimo. Il confronto è stato civile, giusto, hanno rinforzato la vicinanza alla squadra e il pubblico di Parma si è sempre contraddistinto. In Lega Pro sono venuti in 10mila a Firenze. Ora non possono farci sentire la vicinanza allo stadio perché è chiuso, ma ora dipende da noi. Noi domani dobbiamo fare tre punti, a prescindere da chi abbiamo davanti". 

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