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I consigli di Mutu, l'idolo CR7 e il rifiuto della Premier per il Parma: Mihaila vuole diventare grande

Il giovane romeno piace parecchio a D'Aversa, che lo ha aspettato e gli ha affidato la fascia sinistra nel tridente. Con lo Spezia serve il morso del conte Dracula per afferrare la Serie A

foto Ansa

A Targoviste, dove ha vissuto Valentin fino a 16 anni, c’è anche una statua di Miahil I, uno dei voivodi della Muntenia, una delle più antiche regioni della Romania. Mihaila non sarà certo un suo discendente, ma da quelle parti anche Valentin gode di una buona considerazione. Se ti spingi più in la, a Finta, i Mihaila sono un po’ di casa, dato che il padre di Valentin, comandante dei vigili del fuoco, allena nel tempo libero la squadra dilettantistica del paese di quasi 4.500 anime. Ed è lì che MIhaila ha cominciato a calciare i primi palloni di cuoio, quelli che i grandi recapitavano spesso in tribuna. Tra una partita e l’altra del Finta, il giovane Valentin covava il sogno di diventare un calciatore professionista, mentre guardava in televisione il suo idolo Cristiano Ronaldo e le gesta del calciatore romeno più famoso dopo George Hagi. All’epoca Adrian Mutu faceva impazzire la Romania, ricalcando le orme del più celebre predecessore, che ha dato lustro all’intero Paese riscattandolo anche da qualche decennio difficile, sia dal punto di vista politico che sociale. Deve essere stato proprio Mutu – con il quale Mihaila conserva un ottimo rapporto, essendo stato anche il suo allenatore nelle giovanili della Nazionale romena – a spingerlo verso Parma, convincendolo a rifiutare le proposte che arrivate dalle big inglesi, dal West Ham ad esempio, che ha cercato di accaparrarselo bruciando sul tempo la concorrenza dei crociati. Già avanti però nelle trattative, visto che i contatti con i Becali, rappresentanti di Mihaila, sono cominciati qualche mese prima del suo arrivo a Parma.

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Domenica contro l’Udinese, Valentin ha dato sfoggio delle sue doti: rapidità, tecnica, temperamento. Non ha avuto paura di andare all’uno contro uno con Becao e Musso, un bel caratterino per il giovane che si è spento dopo un'oretta ma che ha sempre sognato di affermarsi a Parma, città in cui si è calato benissimo. Ha imparato a conoscerla, ad apprezzarne cultura e modo di pensare. Esalta soprattutto la cucina. Tra un piatto di tortelli e l’altro, deve però seguire la dieta imposta da Roberto D’Aversa, da sempre attento alla cura dei dettagli. Adesso, con la chiusura dei ristoranti e la maggior parte del tempo trascorso con la squadra a Collecchio, appena ha un attimo Valentin lo passa tra Netflix, dove si abbuffa di Serie Tv soprattutto legate allo sport e Counter Strike, un videogioco a squadre in cui si da la caccia ai terroristi. E’ arrivato a Parma con la fidanzata Andrea, lo segue ovunque e lui è felice di farsi seguire. Un bel pezzo del cuore di Valentin è suo, l’altro è diviso tra Targoviste (dove c'è la casa dei suoi genitori) e la Spagna, dove abita il fratello da molto tempo. La passione per la musica spagnola, che è solito ascoltare nel pre partita, l’ha ereditata da lui. Sabato a La Spezia D’Aversa gli affiderà la fascia sinistra, essendo destro, ama giocare in quella zolla per provare a rientrare e calciare. Chissà se dall’altro lato ci sarà Dennis Man, suo amico anche fuori dal campo. Come Adrian Mutu, del quale ascolta ogni consiglio. Il Parma crede nel ragazzo, Valentin ha messo da parte i problemi di pubalgia con cui è arrivato, si è lustrato gli scarpini e adesso prova ad attaccare a testa bassa. E magari a lasciare il segno: serve il morso del conte Dracula per salvare il Parma.

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