Il Parma deve ripartire: guida Scozza che viaggia verso il rinnovo

Il colpo di Faggiano ha dimostrato di essere affidabile in Lega Pro, in Serie B e in Serie A

Matteo Scozzarella - foto Ansa

Il Parma è pronto a ripartire. Lo stop di Ferrara è ormai alle spalle, D’Aversa martedì ha potuto dare inizio alla quella che è la settimana che porta alla sfida contro il Genoa, vitale più per il grifone che per i crociati, chiamati però a riprendere il cammino per evitare di ritrovarsi impantanati in pozzanghere scomode già da adesso. Dopo l’incidente di percorso contro la Spal, l’ottovolante di Bob deve tornare a superare insidie. E quella che si trova davanti a questo giro è particolarmente spinosa. Perché è vero che il Genoa non vince dal primo settembre, ma è pur sempre vero che i ragazzi di Andreazzoli sanno di giocarsi la partita della vita e hanno a disposizione l’ultima chance per salvare la panchina del tecnico romano, appesa a un filo.

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Dall’altra parte ci sarà una squadra che ha lavorato sulla testa nella prima settimana, che non ha la pressione di dover vincere per forza ma che adesso deve riprendere la sua corsa con un’auto che viaggia a giri bassi. E per alzare i ritmi Roberto D’Aversa si affida al suo regista, affidandogli la guida di questo mezzo nel quale – tutto sommato – si è rivelato essere ancora il migliore autista. Matteo Scozzarella viaggia bene, dopo un rodaggio di tre, quattro partite, si è messo al passo con i tempi e ha dimostrato già di essere una pedina fondamentale per il tecnico nato a Stoccarda, che se lo tiene in scuderia dai tempi della Lega Pro. Un affare confezionato da Daniele Faggiano per innalzare il livello qualitativo di una mediana che doveva cominciare a macinare chilometri. Da allora, tra alti e bassi, infortuni e partite giocate non al meglio della condizione fisica, Scozza ha sempre portato a casa la pagnotta, imponendosi non solo nella fase di impostazione, ma anche in quella difensiva.

Ed è questo, ancora più che il lancio o la verticalizzazione, che piace a Bob: lo spirito di sacrificio con il quale si mette a servizio e morde tutti, sporcando quelle linee di passaggio degli avversari che nel credo calcistico di D’Aversa devono essere sempre intasate. Cuce e scuce, Scozzarella, che per ora è salito in alto nell’indice di gradimento del suo allenatore dopo essere partito leggermente indietro per colpa di guai fisici che non aveva risolto al meglio. Contro il Sassuolo è rientrato a sorpresa tra i titolari, dopo tre gare passate a guardare i compagni prendere le misure con il campo nella nuova realtà (vedi Hernani e Brugman). Scozzarella che sa come si fa, conosce quello che D’Aversa vuole dai suoi giocatori, ha imposto subito i suoi ritmi, ha giocato con la sciabola più che di fioretto, e con il coltello tra i denti ha portato a casa conferme e pacche sulle spalle. Le stesse che probabilmente si tradurranno in un rinnovo di contratto. Le pratiche per prolungare il suo rapporto con il Parma (che scade nel giugno del 2020) sono già partite. Si parla da giorni, si ha l’impressione che il punto di incontro possa trovarsi per un altro anno insieme. Certo, se le prestazioni sono quelle viste contro Sassuolo e Torino non ci vorrà tanto a mettere nero su bianco.

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