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IL PERSONAGGIO

Il sogno di fare il veterinario, la fede e l'Italia: Ansaldi, l'atleta di Dio

Mazzarri a ParmaToday.it: "Giocatore duttile: calcia con entrambi i piedi e ha un'ottima corsa. Bell'acquisto". La passione per gli animali, l'amore per Dio e la voglia di sentirsi migliore ogni giorno. Alla scoperta del nuovo acquisto del Parma

"Di Ansaldi posso parlare solo bene e dire che è un grande giocatore, oltre che un ragazzo eccezionale. Con me ha fatto benissimo, ha conquistato la maglia della nazionale argentina e di questo sono orgoglioso. E' un ragazzo che può fare più ruoli, utilizza entrambi i piedi, ha calcio e corsa. Gli sono affezionato, ho un rapporto bellissimo con lui e sono contento che sia venuto a Parma". E' Walter Mazzarri a introdurre il nuovo acquisto crociato Cristian Ansaldi. L'allenatore di Livorno, in un breve intervento su ParmaToday.it, ha presentato quello che - a oggi - può essere considerato un super colpo per l'intera Serie B. 

E' arrivato qualche giorno fa, ha subito preso contatti con il suo nuovo mondo, popolato di argentini come lui. E' il quinto della folta colonia azulblanca. Rosario, la città di Messi e Che Guevara, ha sfornato parecchi talenti e Cristian era considerato uno di questi. Aspettative alte? In Argentina è così: spesso nasci e cresci a pane e calcio, giochi in strada e mangi pallone a tutto andare. C'è chi riesce a entrare nel mondo dello sport dalla porta principale, c'è chi prende altre strade. Il giovane Cristian, aiutato anche da una famiglia attentissima all'educazione, è stato accompagnato nel calcio a piccoli passi. E pensare che da grande neanche voleva farlo, il calciatore: la passione per gli animali lo spingeva a cullare il sogno di aprirsi uno studio veterinario. Sogno svanito, ma a casa ha pappagalli, cani, serpenti e draghi barbuti. Sì, draghi barbuti. 

E' rimasto nel mondo del calcio, in quel mondo che adesso lo ha portato a Parma, a 36 anni e con un background importante. A 5 anni, tra campetti di periferie e strade polverose, Cristian svettava nella squadra della sua città. Al calcio è stato avvicinato dal padre appassionato, come moltissimi sudamericani, di calcio e dal fratello. El Colo, colorado: questo era l'apodo (equivalente di soprannome) che gli avevano affibiato. Per via del colore dei capelli, un rosso acceso che conserva ancora oggi. Con il tempo, Ansaldi è diventato 'orejon', il ragazzo dale orecchie grandi che non ha perso gentilezza ed educazione. Tifoso del Newell's Old Boys, squadra di Rosario a 300 chilometri da Buenos Aires, Cristian ha avuto la fortuna di entrare nel club a 8 anni e meritarsi quella maglia prima di arrivare in Europa. Il sogno di molti argentini era quello di giocare nel Vecchio Continente, da sempre metro del valore di diversi calciatori sudamericani. 

Ansaldi è cresciuto con il mito di Javier Zanetti (gli piace il suo stile di gioco) e ha condiviso lo spogliatoio con Messi (a suo dire il più forte di tutti i tempi). Le sue radici poggiano su una fede incrollabile: gli piace farsi chiamare l'atleta di Cristo, ripone in Dio - da buon cristiano evangelista - una grande fede. Figlio di genitori divorziati, episodio che più lo ha fatto soffrire, Ansaldi vede la vita come una missione che Dio ha assegnato agli uomini. Il suo obiettivo è quello di diventare una buona persona ogni giorno che passa. Vuole riuscirci attraverso gli insegnamenti della Bibbia, che porta sempre con sè. 

Tra Rubin e Zenit ha conosciuto il calcio russo, un calcio diverso da quello del resto d'Europa. Prima di arrivare in Italia, al Genoa, Ansaldi ha trovato il tempo di vestire 7 volte la maglia dell'Atletico Madrid. La Spagna gli è rimasta nel cuore, Madrid è la città che preferisce di più in assoluto. Ha giurato ai suoi familiari e amici che vivrà lì. Otto anni di Belpaese non gli hanno fatto cambiare idea: tanta Serie A tra Genoa, Inter e Torino prima di arrivare al Parma per la ferma volontà di Fabio Pecchia. Il direttore sportivo crociato, Mauro Pederzoli, è stato bravo: ha agito in silenzio intavolando una trattativa quasi lampo con la quale ha confezionato un colpo da novanta e messo a disposizione del suo allenatore un giocatore duttile, in grado di ricoprire più ruoli e di regalare esperienza e carisma a una squadra che si sta ritrovando dopo due anni disastrosi. Oltre a Pecchia, chi ha speso una buona parola per Ansaldi è Franco Vazquez. El Mudo dopo il suo tecnico è stato il principale sponsor di Cristian, che ritrova lui e Chichizola con i quali è molto legato. Hanno già promesso un buon asado a tutta la squadra. Ma prima bisogna vincere, poi festeggiare. 

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