Il sorriso di Siligardi: 103 giorni da incubo rotti dal mancino all'incrocio

L'esclusione dalla lista, i rifiuti, il mercato e il Frosinone: tre mesi e mezzo in apnea per il fantasista crociato

Neanche se lo avesse scritto il regista più cinico, il copione sarebbe stato così beffardo. Come in un film, o come in uno scherzo del destino: Siligardi rientra e segna, piazza una stoccata decisiva che dopo tre mesi e mezzo d'assenza, 103 giorni dopo la mezzora di Parma-Juventus, all'esordio. Ha gli occhi lucidi: un po’ per la frustrazione, un po’ per la rabbia accumulata stando fuori a guardare i compagni. L'emozione di Siligardi viene trattenuta a stento nel suo dopo partita dominato da sentimenti contrastanti: “Mi è stata data questa possibilità di giocare, sono tornato grazie al mister, ho colto la palla al balzo, ho cercato di fare una buona prestazione, contentissimo per il gol, mi dà morale dopo quello che è successo, mi prendo questo giorno di felicità". Non si illuda però, le cose potrebbero rimanere intatte e la spallata data con i fatti a decisioni 'extra-calcio', è decisa ma potrebbe non bastare. Probabilmente non sarà rimesso in lista, queste sono decisioni che spettano alla società, "a Faggiano e Pizzarotti soprattutto. Sono contento che il Parma riesca ad andare avanti in Coppa Italia, per aver dato una mano alla squadra, a me dà morale. Essere stato messo fuori è stato un fulmine a ciel sereno, loro sanno quello che devono fare. Io sono un professionista in tutti i modi. Ho vissuto giorni duri, vedere i miei compagni allenarsi tutti i giorni e non poterli aiutare è la cosa peggiore che possa capitare quando sei in un gruppo". 103 giorni dopo la rabbia è tanta, tutta riversata in quel mancino che si è infilato sotto al sette, come nei giorni migliori. La classe e il suo estro sono rimasti intatti, potevano essere annacquati da tanta inattività forzata, ma il campo ha smentito tutti, mostrando il valore di un giocatore che è ancor prima un ragazzo affamato di calcio, oltre che un professionista esemplare, elogiato da D'Aversa alla vigilia. Il tecnico ha spiegato come la decisione di lasciarlo fuori fosse non sua, Siligardi ha confermato: "Il mister mi ha comunicato che avrei giocato, ero entusiasta e contento, lo ringrazio perché mi dà la possibilità di allenarmi con i miei compagni. A me nessun’altro è venuto a parlare". In questi giorni bui gli sono stati vicino gli amici e la famiglia: "Il gol è dedicato a mia moglie e mio figlio, sanno quello che passo in questo momento. Grazie a loro ho ritrovato la forza di andare avanti". Ma non basta per definire un futuro che resta incerto: "Ho ancora due anni e mezzo di contratto con il Parma, io sicuramente ho voglia di giocare, voglio tornare in campo. Non voglio essere messo fuori lista senza motivo, vediamo cosa succede, la mia speranza è quella di essere rimesso in lista”.

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