ESCLUSIVA - Leonardi: "Parma, contro l'Inter con furore e determinazione"

"E nell'anno del centenario - ha dichiarato l'a.d. a parmatoday.it - mi aspetto un campionato di livello, cercando di migliorare quello che già c'è e ripartire da Ghirardi, Leonardi e Donadoni"

L'amministratore delegato del Parma tra Inter e centenario

Per giocarsi le proprie carte non è mai troppo tardi. Purchè si resti in partita. A poche giornate dalla fine, l'intenzione del Parma pare proprio essere questa. Al grande tavolo non c'è più posto, ma i propositi sono quelli di terminare al meglio una partita cominciata 32 giornate fa. In tutto questo tempo, tra alti e bassi, il Parma pare abbia perso tanto per strada e, isolando la gara contro l'Udinese (apoteosi del momentaccio che dura da un po'), una di quelle giornate in cui capisci benissimo che non ti riesce nulla, sin dal riscaldamento, restano 540 minuti per raddrizzare una stagione cominciata sotto altre stelle, che piano piano si sono offuscate e sono state nascoste da nuvoloni. Da scacciare al più presto anche perché l'anno del centenario si avvicina e il Parma ci tiene a ben figurare. Non più tardi di tre mesi fa, quando il calciomercato di riparazione emetteva gli ultimi verdetti, l'a.d. Leonardi era riuscito a trattenere i suoi gioielli, difendendoli dagli assalti tedeschi dell'Hoffenaim che non sono riusciti a strappare ai gialloblù nè Paletta, nè Amauri. "Noi abbiamo un sogno - aveva detto il dirigente - e vogliamo realizzarlo". Ebbene, "il nostro sogno - spiega Leonardi a parmatoday.it - è quello di festeggiare i cento anni del club nella massima serie. Siamo a un passo dalla realizzazione e ci stiamo attrezzando per preparare al meglio la prossima stagione. La cosa importante è che questo campionato finisce, i giocatori passano e i dirigenti pure, ma il Parma resta. E fra una decina di anni si potrà dire che il Parma nell'anno del centenario era in serie A".

RIPARTIAMO DA... - In un campionato sostanzialmente anonimo, oltre ad aver valorizzato giocatori "sconosciuti", come Sansone, il Parma è riuscito (con tutti i gesti scaramantici possibili) a mantenere la categoria, senza strafare. "E' stato un campionato difficile - dice Leonardi - dove è prevalso l'equilibrio fra le squadre. D'accordo, noi abbiamo fatto un girone di andata buonissimo dopo il quale era lecito aspettarsi cose ottime, ma non è andata così e l'altalena di risultati proviene dal fatto che nel nostro campionato ci sono squadre attrezzate. Abbiamo avuto episodi sfavorevoli che qualche risuultato pure lo hanno caratterizzato, ma non posso sottrarmi alla legge dei numeri che gioca a nostro sfavore. Soprattutto nel girone di ritorno. Abbiamo ancora qualche chanches per cambiare tendenza però. Ripartiamo dalla disfatta contro l'Udinese, una gara bruttissima, la più brutta che ho visto da quando sono qui. Figlia di una giornata storta, non ci sono analisi. Anche quando ero all'Udinese incappammo in una disfatta, 5-0 contro il Napoli. Sono quelle giornate che possono capitare. Dopo questa batosta sono tutti giù di morale, chiaro, ma abbiamo la possibilità di giocare contro una grande squadra come l'Inter e vogliamo mettere in campo tutta la determinazione e la ferocia possibile per concludere bene e ripartire". Già, ripartire, ma da dove? In una squadra abbastanza avanti con l'età, (Lucarelli, Marchionni, Valdes, Amauri), che ha mostrato lacune nel corso di questo campionato, sia fisiche che psicologiche, incapace nei momenti più favorevoli di fare quel salto in alto tanto auspicato, gli unici punti fermi sono: "Ghirardi, Leonardi e Donadoni. C'è un progetto basato sulla continuità - ammette Leonardi - che prevede di migliorare quello che di buono già c'è e che riparte dai nomi sopra citati. Abbiamo intenzione di lavorare con attenzione anche sul prossimo mercato. Sappiamo che nell'anno del centenario i tifosi si aspettano molto. Noi vogliamo fare un campionato di livello e cercare di individuare giocatori che ce lo permettano".

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BELFODIL E L'INTER - Belfodil è uno di questi. Ma lui è già del Parma, solo che il Parma deve riprenderselo. Ha trascorso quattro mesi tra panchina e infermeria, a causa di un problema alla mano e di una contusione alla parte superiore della caviglia. In mezzo qualche bizza di troppo e un comportamento non sempre all'altezza che gli hanno fatto perdere il posto in squadra e un "pizzico di credibilità", per dirla alla Donadoni. Ora questa credibilità, come ha confermato il tecnico stesso nell'ultima conferenza stampa, deve ritrovarla e ha poche partite a disposizione. Ma nonostante ciò, Leonardi e il Parma sono contenti di quello che sta facendo il ragazzo. "Non esiste nessun caso Belfodil. Lui è un bravo ragazzo, parliamoci chiaro, prima di venire qua quanti lo conoscevano? Noi lo abbiamo valorizzato fino a fare di lui un patrimonio della società, ha fatto sette gol e un girone di andata che lo ha messo sotto gli occhi di tutti. Tanto da avere richieste non solo dall'Italia ma dall'Europa. Poi può succedere che uno in campo dica una parola,  abbia uno sfogo, è normale. Un confronto ogni tanto ci sta, siamo un gruppo affiatato che si rispetta e che condivide gli intenti". Getta acqua sul fuoco l'a.d. del Parma, con un occhio al prossimo impegno, quell'Inter che da qualche stagione a questa parte, si dimostra difficile da battere in trasferta. "San Siro, dice tutto. Dove gioca una squadra di grande livello come l'Inter. Mercoledì ho visto la partita non tanto per studiare l'avversario. Sono un amante di questo sport e, al di là del fatto che l'Inter sia il nostro prossimo avversario, l'ho guardata con interesse. Ho visto una squadra in difficoltà, vero, lo è da tempo, ma questo non significa che vinciamo facile. L'Inter è una squadra che ha fatto la storia del calcio e che nonostante sia alle prese con tanti infortuni, riesce sempre a mettere in campo una formazione di livello. Dovremo stare attenti ed essere affamati". Sapendo che per giocarsi le proprie carte non è mai troppo tardi.

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