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Massimo Gobbi, vicecapitano del Parma - foto Tm News Infophoto

Massimo Gobbi, vicecapitano del Parma - foto Tm News Infophoto

Parma | Gobbi: "Il fondo c'è, se ci fermiamo non torniamo più indietro"

Il vice capitano crociato: "Vediamo che succede da qui alla fine del campionato, Tavecchio ci ha garantito che c'è interesse nei nostri confronti. Sono deluso dalle persone che hanno amministrato il Parma, mi sento tradito"

Un'anima da rockettaro, un tipo silenzioso fuori dal campo che quando gioca le canta a tutti. Il vice capitano del Parma, Massimo Gobbi ha il dente avvelenato, si sente tradito da chi ha amministrato la società, "Ci dicevano sempre che era normale, che la situazione nostra era quella di tanti, che avevano dei problemi di liquidità ma che da qui ad arrivare al fallimento ce ne passava". Eppure Gobbi, in un contesto del genere ci si è trovato con tutte le scarpe. Ora fa tutto tranne che il calciatore, si fa per dire, perché di calcio a Parma non si parla da una vita. E lunedì una delegazione di calciatori crociati ha incontrato il presidente Tavecchio per farsi rassicurare, per "dettare" le regole loro, altrimenti il banco potrebbe saltare: "E' stato un incontro positivo - dice Gobbi -  abbiamo parlato della nostra situazione e di quello che vogliamo si discuta nel prossimo Consiglio Federale. Speriamo ch le nostre richieste vengano accolte dalla Lega, questa è una piccola conquista da parte nostra. Vogliamo che alcune regole cambino, e che siano più stringenti dal punto di vista economico. Anche alla Figc interessa che il campionato diventi migliori". Tavecchio avrebbe fatto il nome di un fondo canadese che sarebbe interessato: "Ci ha parlato di questo gruppo, ha parlato precisamente di questo fondo, ci ha fatto anche il nome ma non posso rivelarlo, si dovranno mettere in contatto con i curatori e dovranno fare un'offerta all'asta. Non so se sia lo stesso di Giovinco, magari è Giovinco stesso (ride ndr). Quando abbiamo incontrato i curatori abbiamo parlato della procedura che utilizzeranno da qui alla fine. Ci è stato ventilata una ipotesi di negoziazione del debito, la sapevamo già questa, ma noi tutti, io personalmente, sono a disposizione per ulteriori sacrifici. C'è da fare delle rinunce ma siamo disposti e abbiamo voglia di salvare il Parma e le famiglie che qui lavorano. I curatori hanno detto che entro il 15 aprile devono far sapere se il loro lavoro potrà andare avanti".

SE CI FERMIAMO... - "Noi dobbiamo valutare le delibere del Consiglio Federale da qui alla fine del campionato, dei punti che abbiamo richiesto di rivedere, noi continueremo a giocare, vediamo che succede da qui alla fine, ma se ci fermiamo non torniamo indietro". L'avvertimento di Gobbi è chiaro: o si cambiano le regole, oppure arrivederci e grazie: "Ma giovedì c'è il Consiglio Federale, ce ne saranno altri da qui alla fine. Ora toccherà alle altre società, vediamo se hanno la volontà di cambiare questo sistema oppure vogliono continuare così. Se si pronunceranno in meniera negativa? Giocheremo, ma considereremo questo segnale, poi torneremo a discutere su tutto e prenderemo le nostre decisioni". 

MESI DA INCUBO -  "Abbiamo attraversato mesi difficili - spiega il vice capitano crociato - abbiamo pensato a cose extra calcio, a tutto tranne che al campo, siamo arrivati a questo punto e vogliamo che questi giorni passati così servano a qualcosa. Abbiamo vissuto un incubo, speriamo che queste cose non succedano più, a nessuno. Abbiamo pensato anche al fatto di poter chiudere in anticipo, ma la speranza era alternata, abbiamo pensato che tutto potesse risolversi in alcuni momenti, in altri che avremmo finito tutto prima del previsto. 

Massimo-Gobbi-2

Se tutto si aggiustasse qualcuno dei miei compagni sarebbe disposto a continuare a giocare. Io sono a scadenza, mi libererei comunque, ma io sono disponibile a rimanere. In questo momento penso a quello che è il periodaccio. Facciamo parte di una socità fallita, stiamo parlando con la Figc, c'è un campionato da portare avanti, qualche partita vogliamo anche vincerla. Il reality? Non capisco perché ci sia voglia di denigrare noi che siamo qui tutti i giorni in queste condizioni. Ma secondo voi ci mettiamo a fare un reality. Abbiamo parlato con Sky e vogliamo valutare questa opportunità di avere una voce in più per denunciare queste situazioni. Siamo professionisti seri, le cose verranno fatte per bene. Abbiamo bisogno di tutti, dei media, di altri giocatori e dei vertici federali affinché questa situazione cambi. Qualche settimana fa sono stato con Lucarelli a esporre la nostra situazione all'Aic,quello che succede a noi succede ogni anno a tante squadre di B o di leghe minori. Abbiamo visto una sala piena come questa in cui sono fallite parecchie squadre, piena di rappresentanti di club minori".

SUI TIFOSI E IL PASSATO - "I tifosi vanno a Carpenedolo, penso sia comprensibile. C'è rabbia nei confronti di chi ha portato la società in queste condizioni. Abbiamo incontrato anche una rappresentanza dei Boys, è comprensibile la voglia di manifestare il loro dissenso. Ci abbiamo messo parecchio a decidere se giocare o no, non è stato facile. Vogliamo che il Parma si salvi, che si salvino le famiglie, il settore giovanile. Mi sono battuto alla morte per salvarci anche negli altri anni, ci stiamo spendendo con tutte le forze. Io non ho mai visto l'entusiamo di Reggio Emilia, dove perdiamo 4-1, ultimi in classifica e usciamo tra gli applausi". Ma cose si è arrivati fino a qui? "Che ci fossero dei problemi ok, ma ci  è stato sempre detto che la società era solida, ma purtroppo siamo arrivati a un punto di non ritorno. Mi sento molto tradito dalle persone che hanno amministrato il Parma, anche a livello umano. Già da questa estate, da quando c'è stata la mancata la licenza dell'Europa League, quando Ghirardi ha lasciato la società. Poi ci hanno pagato a novembre e con tutta questa escalation di eventi che hanno generato una situazione del genere si è toccato il fondo. Chi ha portato il Parma in queste condizioni deve pagare, ci sono delle indagini in corso, spero che chi ha sbagliato paghi".

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