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Parma, che regalo alla Juventus. La reazione è arrivata tardi: e quel Banti

"Prima o poi dovevamo perdere …". Il commento amaro di Donadoni si nasconde dietro una risatina che non abbatte l'imbarazzo di chi sa di aver sciupato un'occasione. Come quando tu regali dei soldi a un ricco, che già li ha, che senso ha?

"Prima o poi dovevamo perdere …”. Il commento amaro di Donadoni si nasconde dietro una risatina che non abbatte l’imbarazzo di chi sa di aver sciupato un’occasione. Come quando tu regali dei soldi a un ricco, che già li ha, che senso ha? Va bene essere generosi, ma un gesto del genere lo si può risparmiare, né ti gratifica, né ti fa sembrare bello, anzi, rischi di passare per uno dispendioso, e pure un può irriverente, arrogante. E Donadoni, persona per bene, che nemmeno ieri dopo gli episodi che condannano Banti e assolvono in parte il suo Parma, è tutt’altro che arrogante in generale.

Ieri lo è sembrato un po’, quando ha stupito lo Stadium con un 3-5-2 speculare a quello del nemico, dettato da tante necessità, come ha detto in conferenza stampa dopo la batosta, che è sembrato un po’ arrabattato e che ha “guastato” i piani tattici di un Parma che fino a lì ne aveva sbagliate davvero poche. Dalla Juventus alla Juventus, i crociati pagano lo scotto di una serie positiva lunga, e di un Tevez implacabile, preciso e puntuale,come Equitalia, che ti punisce al minimo errore. Già, errori, il titolo della pellicola andata in onda allo Stadium mercoledì, un corto di 90’ che abbraccia tecnico, giocatori e arbitro. E la Juve ride, con il ghigno di Tevez sempre più trascinatore, sempre più decisivo che sale a quota 18 gol alla sua prima stagione di A.

La sua faccia da “bravo” è l’immagine di una Juventus cinica e dispettosa, che non ha sviscerato sicuramente la migliore prova della stagione e che, in superiorità numerica, ha sofferto di più del dovuto. Errori e regali, come quello di Amauri, fino al 19’ del secondo tempo impalpabile e condannabile per il passaggio che ha innescato il raddoppio di Carlitos, un pasticcio che ha coinvolto Marchionni e che ha spianato la strada alla 15° vittoria dei bianconeri nel loro impianto. Non contento, ha deciso di essere ancora più generoso, stampando in faccia a Chiellini il suo gomito. Non si salta in quel modo a palla lontana e pazienza se non lo hai fatto volontariamente.  

Accompagnato dai fischi dei suoi ex tifosi, Ama si sbarazza della maglia e va a docciarsi. Mentre Cassano viene lasciato solo a battersi con Chiellini e Bonucci che non gli lasciano spazio. Donadoni, dopo un’oretta, decide di ritoccare il telaio: Cassani per Lucarelli e Acquah per Obi, spento, difesa a quattro e tridente con Biabiany sulla stessa linea di Ama e Cassano. Ma il tempo non c’è, il gomito alto di Amauri e la fretta di Banti rovinano tutto. C’è però la reazione della squadra che si trova meglio con una difesa a quattro, che usufruisce della spinta di Cassani e rilascia Parolo al suo ruolo di incursore.  Perché prima bada troppo alle spalle e contro Vidal fa pure bene. Poi va a sinistra e si butta in mezzo, ma Bonucci gli impedisce di realizzare l’impresa. Prima o poi si doveva perdere, ma così proprio no…

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