Parma, Cassano contro i "soldatini": dal quaquaraquà a Conte, all'elogio: "Un fenomeno"

Il fantasista barese mercoledì sera affronterà la squadra che ha rifiutato tre volte nella sua carriera, ritrovando Marotta, definito il "Cassano dei direttori sportivi" ai tempi della Samp

Antonio Cassano durante sfida contro il Milan - foto dal web

Antonio Cassano e la Juventus, storia di un amore sfiorato e non corrisposto. FantAntonio dice che lui ha rifiutato per ben tre volte l'invito della vecchia Signora, rischiando di passare anche per uno che "galante" non è. Sicuramente non è un "bravo soldatino" per sua stessa ammissione, indicando come tali tutti i professionisti che giocano in bianconero. Antonio Cassano e la Juventus forse non si sono mai amati al punto da poter stare insieme. Troppo diversi l'uno dall'altra: il barese fatica a stare negli schemi, come ricorda spesso, la Juve sceglie i calciatori in base a impegno, rispetto delle regole e dei ruoli, come ci tengono a precisare Conte e tutti quelli che nella Juventus si identificano. Antonio Cassano e la Juventus è una storia un po' così, cominciata da quando FantAntonio ha riferito che: 

"Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. Io devo andare dove mi pare anche se poi lo pago sulla mia pelle"

Sasso tirato e mano bella in vista, Antonio non si nasconde. E incassa la risposta di Antonio, l'altro, quello di Lecce. "Chi parla tanto non è da Juventus". Nessun riferimento a Cassano, ma è facile capire. Il barese incassa e porta a casa e, alla prima occasione giusta ribatte:

"Quaquaraquà non sono io, ma lui che è stato squalificato per omessa denuncia. Ho fatto tante cassanate nella mia carriera e per questo sono stato squalificato. Se lui viene a parlare di moralità a me è finito il mondo. Lui che è stato squalificato per omessa denuncia"

In una intervista a Mediaset, Cassano aveva rimarcato il suo pensiero e Conte aveva prontamente risposto:

"Leggo con stupore le dichiarazioni rilasciate oggi dal signor Cassano, a seguito delle quali mi trovo costretto a fare alcune precisazioni. In primo luogo non ho mai proferito il termine moralità, della quale, tra l'altro, sono molto dotato, nonostante la squalifica per omessa denuncia sulla quale ho già espresso le mie opinioni in passato. Alla domanda su come vengano effettuate le scelte dei giocatori della Juventus, ho fatto riferimento all'uomo, inteso come interprete del ruolo di calciatore in maniera professionalmente ineccepibile. Vale a dire: l'impegno, il rispetto delle regole, il rispetto dei ruoli, l'attaccamento al bene comune della squadra. Mi sembra che il signor Cassano nella propria carriera abbia più volte dimostrato sul campo e fuori dal campo, vedi imitazioni di Capello al Real Madrid, o le corna mostrate all'arbitro Rosetti ed altri episodi, di non avere i requisiti richiesti dal sottoscritto. Inoltre altri aneddoti in tal senso ce li ha raccontati lui stesso nella sua biografia.  Ritengo pertanto di non dover aggiungere altro, fermo restando che quando uso determinati termini, ne valuto appieno il significato letterale".

Tutto era partito da quei "soldatini":

"Volevo semplicemente dire che sono troppo professionali e professionisti. Io non lo sono mai stato. Non era mia intenzione offenderli, se se la sono presa... amen comunque io non ho nessun problema con la Juventus"

Antonio Cassano contro Antonio Conte, una polemica finita ormai. Uno scontro senza conseguenze e una diatriba dialettica che non ha avuto strascichi, grazie anche a FantAntonio che, all'epoca era dell'Inter e che ha colto l'occasione di una gara per chiarirsi con l'allenatore. Rametto della pace offerto da FantAntonio in occasione di un'intervista a TIki Taka:

"Con Conte è tutto chiarito ci siamo parlati e stop, il merito dei successi è suo, è un fenomeno"

Cassano ritroverà anche Marotta, conosciuto ai tempi della Samp:

"Certo è che se dai a Marotta la metà di quello che spende Corvino, vinciamo tre scudetti consecutivi. Marotta è il Cassano dei direttori sportivi"

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