Vigilia con la Juventus, Donadoni: "Non è vero che non abbiamo niente da perdere"

"Incontriamo la prima della classe che detta legge da tre anni, è difficile ma per fermarli non bisogna inventarsi cose particolari, solo fare una prestazione da 110%. Cassano? In campo va chi mi da più garanzie"

Roberto Donadoni

Dalla Juventus allo Juventus Stadium. Dal gol di Pogba, il Parma non ha più perso, collezionando la bellezza di diciassette risultati utili consecutivi, una striscia esaltante che cercherà di non arrestare e proverà sicuramente a portare avanti con tutte le sue forze. Da allora sono cambiate un sacco di cose, il Parma ha ingranato, la Juventus ha continuato a strabiliare tutti e ha mietuto vittime ovunque creando un distacco dalle altre pazzesco. Niente paura, Donadoni non teme l'ambiente caldo che ci sarà ad accogliere i suoi ragazzi, sa che si va a giocare 11 contro 11 e si punta su questo, il resto "sono ragionamenti che lasciano il tempo che trovano. Affrontiamo la prima della classe, che domina da anni e vince i campionati, ci aspetta un compito non difficile, ma di più. Dovremo andare al di là del 100%, cercando di mettere in campo tutto ciò che abbiamo, e facendo una prestazione attenta e al massimo delle nostre forze. La Juventus la conosciamo, è una squadra di spessore che ha un certo peso, inteso anche come struttura dei suoi giocatori, noi abbiamo stimoli e voglia di fare bene, è un bel termometro giocare in palcoscenici importanti come lo Juventus Stadium, cercheremo di farci trovare pronti". Ma come si ferma la Juventus? Donadoni non ha contromisure particolari, se non quella di misurarsi per 90' e poi sarà il campo a dire chi sarà il migliore. "Invenzioni particolari non ne servono, solo una grande prova e avere la forza della collettività".

Il tour de force che attende il Parma non spaventa Donadoni: £Metteremo in campo l'undici che dà più garanzie, poi vedremo per le prossime partite. Ora conta la Juve. Voglio valutare gara dopo gara cosa ci dirà il campo e quale sarà il dispendio energetico. Qualche problema c'è, anche Munari si è fermato per un attacco influenzale, proveremo a recuperarlo e a sopperire alle assenze come già accaduto sin qui. Voglio sentire anche dalla voce dei calciatori cosa sia meglio fare, ma ci vuole accortezza per distribuire bene le energie in queste settimane. Una cosa è certa: voglio andare lì e giocarmi le mie carte, come abbiamo sempre fatto sia in casa sia in trasferta, mettendo in luce le nostre qualità".

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