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Juraj Kucka . foto Ansa

Juraj Kucka . foto Ansa

Kucka, l'attaccante che non ti aspetti

Contro il Milan (sua ex squadra) D'Aversa lo riproporrà nel tridente

Due rientri, forse tre se si considera che Grassi ha nel motore più propulsione grazie ai pochissimi minuti del derby. Certo, le sue prestazioni non potranno essere al top, la benzina nel serbatoio ancora non è sufficiente per garantire un alto chilometraggio oltre che una tenuta stabile su strade dissestate, ma averlo a disposizione - come a Bologna - spezza il ritmo incessante degli infortuni. È legato a Grassi il primo dubbio di D'Aversa nella formazione anti-Milan: lui o Brugman in mezzo al campo? La scelta propende per il volano sudamericano, ma poter scegliere rende felice l’allenatore crociato. Tre rientri, che potrebbero essere quattro, dato che Andreas Cornelius si è rimesso in piedi e si è allenato con i compagni. Anche se restano fuori big che è difficile sostituire per Bob, riabbracciare Gervinho e il danese, seppure a mezzo servizio, oltre a poter contare su Hernani per la partita contro il Milan, è sicuramente una bella boccata d'aria. 

L’ivoriano pare abbia smaltito la lesione che lo ha costretto a rimanere fuori dal derby, mentre il brasiliano ha estinto il suo debito con la giustizia sportiva che lo aveva fermato per una giornata e torna a disposizione del suo allenatore. D'Aversa in settimana dovrà contare anche i 90’ con il Frosinone in Coppa (il 5 dicembre al Tardini) per quanto riguarda le scelte da fare. Chiaramente il Milan ha la precedenza nelle scelte di D’Aversa che, per il suo 4-3-3, ha qualche scelta in più.  Per l’allestimento del suo impianto tattico, il tecnico può contare ancora sulla duttilità di Juraj Kucka, che a 32 anni si riscopre giocatore indispensabile per temperamento, per carisma e leadership, tutti elementi che rimpiangono proprio al Milan, dove il tank ha lasciato evidentemente un buon ricordo correlato dai risultati sportivi.

Al Parma si riscopre attaccante, prima punta, giocatore fisicamente prestante e con i muscoli d’acciaio. Un giocatore di lotta: tutte caratteristiche che in qualche modo nascondono i limiti che può avere una mezzala che si ritrova - per esigenza - a dover giocare in mezzo all’attacco, facendo la guerra in tridente dove lui deve guidare. Il braccio è lo slovacco, la mente è ancora quella brillante di Dejan Kulusevski, chiamato a infiammare il Tardini e a tradurre l’idea di calcio che D’Aversa ha confezionato e cucito proprio sul prestigiatore. Braccio, mente e anima: quella di Gervinho. L’anima di un giocatore indispensabile che non ha ancora segnato davanti ai suoi tifosi. Ci è andato vicino contro la Roma, spera di andare a bersaglio contro il Milan, squadra alla quale ha segnato solamente un gol, graffiando una volta in carriera. Quest’anno al Tardini non ci è mai riuscito. Chissà che queste non possa essere la volta buona.

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