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La speranza di Carli: "Questa squadra crescerà, vorrei il Tardini pieno"

Il direttore sportivo in conferenza stampa: "Sono fiducioso, possiamo solo migliorare. Liverani? Con tutti i problemi che ha avuto non si è mai lamentato. Giochiamo a calcio per infondere fiducia nella gente"

"La vera problematica del momento è avere continuità". Marcello Carli non è tipo da nascordersi dietro un dito. Le sue spalle larghe sono abbastanza forti da sotenere il peso di una partenza - al netto delle difficoltà extra campo - calcolata. "Ma non cerchiamo alibi, gli alibi sono dei perdenti e in questo mestiere se cerchi scuse hai perso in partenza. Venivamo da un cambiamento totale, affrontarlo senza giocatori è stato più difficile. Come quando vuoi fare un quadro e sei senza colori. Posso dirvi che è stata una bella sensazione vedere il gruppo allenarsi, con il ritmo che si alzava e il livello del lavoro che cresceva. Se mi chiedete perché abbiamo sei punti vi dico che tanti ne abbiamo meritati. Il nostro obiettivo è chiaro, la strategia è stata condivisa con il presidente che è stato qui, abbiamo parlato. Liverani sta attraversando questo periodo con grande passione. Sappiamo che salvandoci quest’anno possiamo fare grandissime cose l'anno prossimo. Abbiamo ragazzi nuovi, sappiamo che ci vuole tempo. Ma il tempo non è un alibi. Brunetta è arrivato e ha avuto un problema con il Covid. Lo ha risolto insieme ad altri problemi. Ora è qui e lavora con noi. Ha caratteristiche per farci crescere, deve solo allenarsi a mille all'ora e vincere la concorrenza che c'è nel gruppo. Ecco: vorrei che ci fosse una grande concorrenza, solo con la competizione possono diventare grandi le squadre". Non fa bilanci, Carli. "E' ancora presto. Posso dirvi che ho visto un allenatore positivo, che urla nelle orecchie ai suoi giocatori perché vuole che facciano determinate cose. E' uno che tende ad aiutare tutti, che non si è mail lamentato di niente, siamo partiti per Udine con otto giocatori con il covid e non ci siamo mai lamentati. Partiremo anche in dieci, in dodici. Quello che serve. Parma cantiere aperto? Anche il mister sa che ha una grande opportunità, sa che per quello che ha in testa ci vuole tempo. Ma è stato intelligente. Serviva dare compattezza alla squadra, lui si è accorto delle difficoltà, ha capito e ha dato un po' di forza cambiando. Mi dispiace di non avere lo stadio pieno, sarebbe la più grande vittoria quest’anno riportare la gente in uno stadio bellissimo che abbiamo visto anche prima di entrare in sala stampa. Sono a Parma, ho la fortuna di essere a Parma e non ho mai visto lo stadio pieno. Peccato". 

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