Lazio-Parma 3-2 | Candreva, che beffa, la strada per l'Europa è in salita

Al 93' l'ex affossa i crociati con un colpo di testa che tocca la traversa e si insacca alle spalle di Mirante. Prima Lulic (16'), Biabiany (26'), avevano chiuso il primo tempo, ma Klose e un autogol ci Ciani avviavano la partita verso il pari

Antonio Cassano guida l'attacco all'Olimpico - foto dal web

Seconda sconfitta consecutiva, ma che beffa. Al 93' Candreva segna il vantaggio definitivo dopo che i crociati si sono divorati almeno due occasioni per passare in vantaggio, con Munari e Parolo. L'auogol di Ciani al 36' del secondo tempo rimette il Parma in carreggiata, ma Palladino sciupa il colpo del ko e, nel momento migliore dei crociati arriva la beffa. Certezze che cominciano a vacillare, ora l'Europa League è una lotta aperta, con Atalanta e Lazio che sono incollate a Donadoni. Il Parma all’Olimpico cerca di riprendere il cammino interrotto allo Juventus Stadium, Donadoni si affida a Cassano nella posizione classica del centravanti, un falso nueve sorretto da Biabiany che transita sulla sinistra, lasciando il compito delle scorribande sulla destra al Galgo Schelotto. In difesa rientra Gobbi a sinistra, con Molinaro che rifiata. Reja invece si affida a Cana per Gonzalez, un problema muscolare lo ha fermato un attimo prima che scendesse in campo,  per un 4-2-3-1 che attacca il portatore di palla ogni volta che il Parma cerca di cominciare l’azione dalle retrovie.

IL MATCH – L’avvio di gara del Parma è timido, i ragazzi di Donadoni appaiono confusi, gli esterni  vengono tenuti molto bassi da Candreva e Lulic, aiutati dall’appannaggio di Marchionni e Acquah che sembrano lontani dal campo come i tifosi della Lazio, in un Olimpico deserto che vede impappinarsi ben tre volte i difensori del Parma in un quarto d’ora. Un record. Prima Candreva, poi Mauri su assist di Felipe, spaventano Mirante che, al 16’ capitola, dopo un’uscita non felice con la quale sporca il pallone di Konko, ma non impedisce di farlo giungere a Lulic, che segna e ringrazia, dopo che tutti i difensori hanno giocato alle belle statuine. Donadoni sbuffa, Cassano si abbassa troppo giocando il pallone a centrocampo, Biabiany e Schelotto partono tardi e la Lazio pressa facile, con il Parma che fa fatica ad alzare il suo baricentro. Ma un moto d’orgoglio percuote i crociati che, al 26’ trovano la breccia e il pari, grazie a Biabiany che recapita in porta la palla dopo aver anticipato Marchetti di piede su tiro di Cassano. Prima Schelotto aveva testato i riflessi del rientrante numero 22 biancoceleste, vedendosi chiudere in faccia la porta per l’1-1. Ristabilità la parità, il Parma si prende il campo, con Cassano che cerca di ispirare, malgrado i movimenti davanti siano lenti e prevedibili. Il centrocampo supporta poco in fase offensiva, ma quando è senza palla limita le avanzate di una Lazio che, dopo il gol trovato quasi per caso, tende a defilarsi.

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Il secondo tempo si apre con un giallo, quello che Damato sventola in faccia a Lucarelli. Il capitano in diffida, salta la Roma. Più sciolta, la squadra di Donadoni prova a fraseggiare e a tessere trame nello stretto, verticalizzando i palloni che passano quasi tutti da Cassano che, dopo 8’, ha subito la possibilità di mettere la firma sulla partita, ma lo schema studiato con Marchionni esalta Marchetti e basta. La Lazio lascia il pallino del gioco al Parma che si confonde spesso, troppa superficialità nella gestione e, come accaduto nel primo tempo, sbaglia e avvia le azioni migliori per la Lazio, come al 16’ quando Lulic si invola da Mirante e lo colpisce in pieno, scegliendo la soluzione peggiore.  Ma il bosniaco ha la possibilità di farsi perdonare e la sfrutta al 22’ con un bell’assist per Klose. Il tedesco ringrazia e infila Mirante. Donadoni corre ai ripari, poca mobilità davanti, entra Palladino per Schelotto, con Munari che rileva Acquah. Ma è la Lazio a rischiare di trovare il terzo gol, con Keità che crea parecchi problemi alla difesa del Parma, e Mirante se la cava su cross di Radu alla mezzora, quando lo spagnolo non riesce a deviare la palla sotto porta. E se non segni ti segnano, il calcio è spietato e fa un regalo al Parma al 35’, quando Ciani, nel tentativo di respingereil cross di Cassano, sbaglia porta e trafigge Marchetti con un tunnel. Partita che vive i momenti migliori alla fine, quando Munari e Parolo vanno vicini al gol del vantaggio e Palladino si fa anticipare da Ciani prima del piattone a porta vuota. E nel momento migliore del Parma, al 3’ di recupero, segna Candreva che di testa colpisce prima la traversa e poi finisce in porta.

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