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Parma 1913 | Longobardi: "Siamo pronti a tutto, anche a soffrire..."

In attesa della gara di domenica contro il Lentigione Christian Longobardi ha fatto alcune considerazioni sul Parma e sulla prossima partita: "La squadra deve lavorare in entrambe le fasi con i suoi effettivi ed è importante che ci sia un po' di sacrificio. La squadra è serena, siamo andati oltre le più rosee aspettative e con 23 punti noi non potevamo immaginare un inizio del genere"

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In attesa della gara di domenica contro il Lentigione Christian Longobardi ha fatto alcune considerazioni sul Parma e sulla prossima partitaLa squadra deve lavorare in entrambe le fasi con i suoi effettivi ed è importante che ci sia un po' di sacrificio. La squadra è serena, siamo andati oltre le più rosee aspettative e con 23 punti noi non potevamo immaginare un inizio del genere. Ogni domenica, non solo con il Lentigione, ci aspetta una gara difficile. Perché ci conoscono e perché siamo il Parma. Credo che segnare venga dopo il risultato della squadra. Il rigore domenica era netto, io l'ho visto subito, ho sentito il contatto e per me era rigore netto. Ma l'arbitro non lo ha assegnato e noi andiamo avanti. Sicuramente il fatto che sia fermo a due gol non mi impedisce di pensare che continuerò a segnare". Ecco l'intervista integrale 

"Come ci stiamo preparando in vista della gara contro il Lentigione? Come al solito, con la giusta concentrazione, la giusta serenità, una partita importante come ce ne aspettano tante nel prosieguo del campionato. La sfida con Miftah? Io credo che i singoli vengano valorizzati quando c’è un lavoro di squadra importante dietro, quindi in quel senso sarà sicuramente importante quello che metteranno in campo le due squadre. Miftah è un giocatore importante per queste categorie, anche quest’anno i numeri parlino per lui, ma credo che il Lentigione abbia nel suo complesso una rosa ben attrezzata per dare fastidio a chiunque. Cosa mi sento di dire ai tifosi? Io credo che debbano stare tranquilli perchè questa squadra penso che sia pronta a tutto. È pronta a soffrire, perchè il campionato ha tante insidie, però vedo una squadra pronta da questo punto di vista. Se il lavoro difensivo rischia di rendermi meno lucido sotto porta? A me interessa poco questo discorso, perchè la squadra deve lavorare in entrambe le fasi con tutti i suoi effettivi, è importante il lavoro che fanno le punte in fase di non possesso, come allo stesso tempo è importante il lavoro che fa tutta la squadra in fase offensiva. Come ha commentato la squadra il pareggio di domenica? La squadra è serena, secondo me siamo andati oltre le più rosee aspettative, non ci dobbiamo dimenticare come siamo partiti, tra mille incognite… Avere 23 punti dopo 9 partite io credo che sia un buon percorso.

Sappiamo che possiamo crescere ancora tanto. La squadra è serena, è chiaro che soprattutto in casa vorremmo sempre regalare una gioia con la vittoria, ma siamo anche consapevoli che non sempre è possibile. Mi hanno definito il miglior attaccante della Serie D dello scorso anno? Sono giudizi che vengono dall’esterno, ci interessa poco, noi guardiamo in casa nostra e cerchiamo di prepararci al meglio perchè sappiamo che ogni domenica nasconde tantissime insidie. I gol delle punte sono importanti, ma io ho estrema tranquillità sul fatto che arriveranno, se non da parte mia da parte degli altri attaccanti. Credo che ci voglia un grande lavoro di squadra, ed il cammino è ancora lungo, quindi siamo molto sereni in questo senso. La pressione di dover sempre vincere? No, credo che noi quando abbiamo scelto di sposare questa causa sapevamo cosa volesse dire essere un giocatore del Parma ed indossare una maglia che è sicuramente pesante, ma io credo che sia un discorso relativo a qualche ragazzo un po’ più giovane che sicuramente può sentire una pressione che all’interno dello spogliatoio non c’è. Il pensiero è quello di fare un cammino di crescita, siamo ad ottobre, abbiamo tanto da fare ma vedo una squadra pronta alle difficoltà. 23 punti in 9 partite sono un ottimo cammino. Possibili cambi di modulo? Fino alla partita contro la Ribelle facevamo altri discorsi, è chiaro che la partita di domenica ha lasciato l’amaro in bocca non tanto per il risultato, ma per come è venuto. Nel secondo tempo si sarebbe potuta gestire in modo diverso.

Però secondo me il cammino è questo. Bisogna crescere sotto molti punti di vista, ci sono giocatori, me compreso, non al top longobardidella forma. Da questo punto di vista grossi problemi non ce ne sono, poi accorgimenti che possono riguardare modulo o soluzioni diverse sono problemi che lasciamo volentieri al Mister. Segnare è importante, ma ho grande fiducia e convinzione che arriveranno tanti gol da parte degli attaccanti, arriveranno quelli miei, di Musetti, di Guazzo, ho pochi numeri a riguardo. Se poi vogliamo vedere i numeri, abbiamo fatto una ventina di gol nelle prime 9 giornate, quindi i numeri credo che siano buoni. Fermo restando che noi siamo consapevoli che possiamo dare di più e crescere ancora. Questo ci lascia grande fiducia e convinzione.

L’intesa con Guazzo? È buona, ma io è dall’inizio che parlo di predisposizione: quando hai giocatori che hanno una certa predisposizione mentale, dopo anche due giocatori che si pensa che non possano giocare assieme poi in campo riescono a dare il loro apporto. È chiaro che c’è bisogno di provare, di giocare assieme, perchè serve a conoscersi meglio. Ma da quel punto di vista mi sento molto tranquillo. Chi non ha predisposizione mentale non può stare in questo gruppo. Chi vuol far parte di questo progetto deve mettere la squadra davanti a tutto. Noi l’abbiamo fatto, e continueremo a farlo da parte mia. Come sta Lauria? Fabio è una risorsa fondamentale di questa squadra. In questo momento è più semplice per chi ha più minutaggio, ma anche chi sta avendo meno spazio. Poi parliamo di Fabio che viene da due partite da titolare nella scorsa settimana, quindi credo che ci sia spazio per tutti. Il rigore non fischiato su di me domenica? A questo proposito non vorrei che il rigore della prima giornata avesse un po’ creato un effetto contrario. Ho sempre pensato che a fine campionato per quanto riguarda le situazioni arbitrali si arrivi sempre ad un certo equilibrio. In questo momento possiamo dire di non essere agevolati, il rigore domenica era netto, me ne sono accorto subito. Ma tant’è, andiamo avanti”.
 

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