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Parma 1913 | Con il Lentigione è sfida nella sfida: Longobardi vs Miftah

Il bomber di Apolloni contro il Falco di Zattarin. A Brescello si esibiranno due attaccanti per certi versi molto similo, amano attaccare la profondità e svariare su tutto il fronte d’attacco. Miftah per ora è in vantaggio: 7 gol a 2

La partita con il Lentigione è già decisiva. Il Parma va a Brescello con la consapevolezza di dover soffrire e di dover vincere perché chi sta dietro non vede l’ora di esultare per un altro passo falso dei crociati. Il punto che il Parma ha messo in tasca con il Forlì ha il sapore di punto guadagnato, Apolloni sa che può essere molto utile quando l’inverno sarà più freddo e lungo e di fieno in cascina ce ne deve essere in grande quantità per foraggiarsi. Con i cugini del Lentigione non sarà facile, il Parma riprende ad allenarsi mercoledì dopo due giorni di riposo, le gesta di Miftah e compagni verranno studiate solo da metà settimana, probabilmente da giovedì, con Lucarelli e Cacioli che dovranno stare attenti al capocannoniere del torneo (7 gol). Hicham MIftah se la giocherà con il sangue agli occhi, quella con il Parma per lui non può essere una partita normale.

TECNICA E CARATTERE - A 35 anni, affezionato al Parma e a Parma, il ragazzo di Casablanca ha seguito i crociati fino all’anno scorso al Tardini, quando con la sua famiglia non rinunciava a tifare Parma, squadra in cui ha mosso i primi passi, agli ordini di Cornelio Donati. Inter Club e Parma, ‘93-’94, appena arrivato in Italia. Un legame viscerale con il calcio e con la città, con la religione, come la maggior parte dei musulmani. Ovviamente, è scontato forse dirlo, Hicham in tempo di Ramadan non salta un giorno di digiuno, anche quando gioca. In ritiro è vietato dissetarsi se c’è il sole alto che picchia forte, in campo un avversario leale, tosto e “cattivo” al punto giusto. Un caratterino niente male per il marocchino che crede molto in sé stesso, e che si esalta nelle gare di cartello. Dopo anni passati a girovagare in tutte le categorie, dalla C1 alla C2, dall’Eccellenza in cui ha segnato gol a palate, fino alla B (punto più alto della sua carriera, con 23’ di celebrità al fianco Lulù Oliveira) sembra aver trovato la sua maturità in D e a Lentigione, dove è uomo squadra da almeno tre stagioni. Un attaccante pericoloso, che ama sentirsi al centro del progetto, uno che sa il fatto suo e che a volte è convinto troppo dei suoi mezzi, al punto da commettere qualche sciocchezza: nel ritorno dei play off tra Lentigione e Sangiovannese, due stagioni fa, tira i capelli a un avversario, rimediando quattro giornate di squalifica scontate nella scorsa stagione. Una volpe, Miftah, uno che si tiene lontano dai cartellini ma che ne fa prendere, in compenso, molti ai difensori. Scaltro, usa molto il mestiere e l’esperienza, fa sentire la presenza anche a palla lontana, ma è anche uomo immagine di uno spogliatoio che lo ama, da consigli ai giovani e lo ha eletto a vero e proprio trascinatore. Dotato di una tecnica molto buona, è rapido nello stretto e ha una grande accelerazione. Ama svariare su tutto il fronte d’attacco ma sente l’area, non disdegna partire largo e concludere con il destro, a rientrare. Migliorato in fase di rifinitura, quando segna allarga le braccia e imita il falco, un rapace d’area che attacca la profondità con grande senso della posizione.

LONGOBARDI, IL TESORO DI APOLLONI - Come Longobardi. Sarà una partita nella partita. Per il momento i due gol di Christian lo fanno partire in svantaggio nel confronto con il marocchino, ma c’è da scommettere sul fatto che il sanguigno Chris lotterà, come sempre, su ogni pallone. Ormai è indispensabile per il gioco di Apolloni, forse meno rapido di Miftah, anche lui svaria su tutto il fronte. Un che sente l’area di rigore come Longobardi, in categoria, forse non c’è. Gioca per i compagni e ne favorisce gli inserimenti a ogni latitudine, si sbatte e corre per novanta minuti. Anche Longobardi ha tecnica da vendere, e in zona gol sa essere letale. Una sfida nella sfida.

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